I numeri riportati negli ultimi atti amministrativi sono un alert. Quattro determine dirigenziali pubblicate nelle ultime ore dagli uffici di Palazzo San Bernardino sull’albo pretorio raccontano (ancora) la capacità ridotta dell’amministrazione di riscuotere i tributi comunali. Nonostante gli sforzi messi in campo per far quadrare di più i conti, destinando le somme recuperate dall’evasione a nuovi servizi per la città.
“C’è ancora molto da fare (a due anni dall’insediamento dell’amministrazione di centrodestra ndg), ma parecchio è stato fatto”. Parole di Giorgio Strafonda. L’assessore a Bilancio, Tributi e Società Partecipate del Comune di Tivoli, nonché vicesindaco, interpellato da Dentro Magazine racconta come “solo nel 2025 il recupero dei tributi abbia registrato un segno positivo rispetto alla media del triennio precedente: + 2milioni”. Sicuramente, fa notare, è il risultato di una riorganizzazione del lavoro che ha centralizzato competenze e responsabilità negli uffici”, spiega Strafonda. Mentre anticipa per fine aprile la presentazione dello Sportello unico tributario, un servizio per le famiglie e le imprese finalmente migliorato, pensato allo scopo di snellire procedure e ridurre le distanze tra Comune e contribuenti. Intanto, al 31 marzo 2026, i riaccertamenti ‘in entrata’ eseguiti dagli uffici sui capitoli di spesa relativi agli “avvisi definitivi notificati e ancora non riscossi” di Imu e Tari sommano la cifra di oltre 3milioni: precisamente 3.003.179,00 euro.
Sono le risultanze che emergono dalle determine dirigenziali (numerate da 1180 a 1183) datate 13 aprile e pubblicate mercoledì 15 aprile all’albo pretorio online del Comune di Tivoli. Riguardano “gli avvisi di accertamento analitici, definitivi e notificati”, ancora esigibili e non riscossi dai contribuenti/evasori. Per quanto riguarda la Tari (Tariffa dei rifiuti) i ‘controlli’ sui capitoli di spesa dedicati hanno consentito di accertare un segno negativo di – 63.136, 40 tra imposta, sanzioni, interessi e spese di notifica. Va decisamente peggio sul fronte dell’Imu, la tassa sugli immobili. Tra prima, seconda e terza emissione, gli accertamenti dell’evasione del tributo sui capitoli di Bilancio 2026, fotografati in tre distinte determine (dalla 1181 alla 1183), raccontano i seguenti numeri tra imposta, sanzioni, interessi e spese di notifica. Prima emissione: 1.708.446,00 euro + 6.516,00 euro; seconda emissione: 1.032.629,00 euro + 7.836,00 euro; terza emissione: 182.358,00 euro + 2.232,00 euro. Totale IMU accertata e non ancora riscossa: 2.923.433,00 euro + 16.584,00.






