Tiburtina Valley, un piano per abbattere le bollette del 40%: energia e acqua circolari per il Polo industriale di Roma

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C’è uno spazio enorme, fatto di capannoni, magazzini e stabilimenti, che potrebbe diventare la più grande centrale solare della Capitale. E c’è un sottosuolo da ripensare, tra rete fognaria da completare, un depuratore da potenziare e acqua da riutilizzare per non prosciugare la falda. È la sfida della Tiburtina Valley, uno dei poli produttivi più importanti d’Italia, che oggi ha il suo Master Plan per la transizione ecologica.

Il documento è stato presentato lunedì 5 ottobre in Campidoglio alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dell’assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini, del presidente del Municipio IV Massimiliano Umberti, del presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, del direttore generale Massimiliano Ricci, della direttrice generale del Ministero dell’Ambiente Stefania Crotta e del direttore dell’Ufficio Clima di Roma Capitale Edoardo Zanchini.

È il punto di arrivo di “Net Zero Districts”, il progetto finanziato dalla Commissione europea che coinvolge Roma insieme a Prato, Parma e Bergamo. Mesi di workshop, sopralluoghi in azienda, tavoli con Unindustria, Acea e Areti per studiare un distretto che tiene insieme manifattura avanzata, aerospazio e difesa, ICT, logistica e agroindustria, dal Tecnopolo Tiburtino al Centro Agroalimentare Romano.

Il sole sopra i capannoni

I numeri più impressionanti riguardano l’energia. Oggi nel distretto ci sono 77 edifici dotati di fotovoltaico, per una potenza complessiva di circa 10,5 MW. Una goccia rispetto al potenziale: secondo lo studio, i tetti dei capannoni potrebbero ospitare oltre 156 MW, con una produzione vicina ai 200 GWh l’anno.

Un tesoro che, combinato con sistemi di accumulo, elettrificazione dei consumi termici, condivisione dell’energia e servizi di flessibilità attraverso il programma RomeFlex di Areti, potrebbe tradursi in un taglio della bolletta energetica tra il 20 e il 40%, a seconda del tipo di impresa e di intervento, con un ritorno dell’investimento tra i tre e gli otto anni. A cui si aggiungerebbero contratti PPA per acquistare energia solare ed eolica prodotta fuori dal distretto.

Acqua circolare e meno asfalto

L’altro pilastro è l’acqua. Roma Capitale e Acea Ato 2 stanno lavorando al potenziamento del depuratore di Settecamini, alla nuova rete fognaria dell’area industriale di via Tiburtina e a sistemi per il riutilizzo delle acque depurate per gli usi industriali compatibili. L’obiettivo ridurre i pozzi privati e i prelievi dalla falda, dando alle aziende un approvvigionamento più sicuro e programmabile.

Per coordinare il tutto è stato istituito un tavolo tecnico con Acea, Autorità di Bacino, Città Metropolitana e Unindustria come parte consultiva, che seguirà gli interventi per la sicurezza idraulica e fognaria. In parallelo, sono previsti interventi di adattamento climatico lungo l’asse tiburtino: più alberi, depaving, pavimentazioni drenanti per abbattere l’isola di calore e ridurre le superfici impermeabili.

“Oggi compiamo un passo importante per il futuro della Tiburtina Valley – ha detto il sindaco Gualtieri -. Questo lavoro dimostra che sostenibilità e competitività possono procedere insieme. Investire sull’innovazione ambientale significa ridurre i costi per le imprese e i rischi climatici, rendere più sicuri gli approvvigionamenti e creare condizioni migliori per nuovi investimenti e nuova occupazione. Vogliamo trasformare questo distretto in un laboratorio di innovazione industriale”.

Sulla stessa linea l’assessora Segnalini: “Non si tratta soltanto di risolvere criticità esistenti, ma di costruire condizioni più solide per lo sviluppo. È un esempio molto concreto di come la circolarità possa diventare un metodo di governo della città”.

Per il presidente di Unindustria Biazzo, “dobbiamo tornare a mettere le aree industriali al centro delle politiche di sviluppo. Dobbiamo avere l’ambizione di fare della Tiburtina una grande area industriale europea”, anche grazie alle sinergie con il Rome Technopole e la prospettiva di un nodo di High Performance Computing con CINECA. “Abbiamo messo nero su bianco le criticità e gli obiettivi di medio-lungo termine”, ha concluso il presidente del Municipio IV Umberti, “per fare di questo distretto uno dei motori trainanti del sistema Italia”

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