Uno spazio urbano strappato al cemento, con la messa a dimora di 14 nuovi alberi e la sistemazione di un’area ludico ricreativa. Tutto nel cuore di Roma. A pochi passi dalla Stazione museo della Metro C di Porta Metronia e sullo sfondo “delle meravigliose Mura Aureliane”, come ha ricordato il sindaco Roberto Gualtieri tagliando il nastro del nuovo parco ‘Ipponio’.
Uno spazio pensato “per le romane e i romani”. Realizzato grazie al programma di recupero “100 Parchi per Roma”. I cui primi 16 progetti sono già stati finanziati con di 35 milioni di euro. “Riconsegniamo alla città questo spazio in una forma completamente nuova – ha detto Gualtieri. Qui abbiamo fatto una scelta precisa: togliere asfalto e cemento per restituire più verde e più qualità urbana. Un’opera che contribuisce a ridurre l’effetto ‘isola di calore’ e rende questo luogo più vivibile, soprattutto nei mesi più caldi”.
“Abbiamo realizzato nuovi percorsi pedonali – ha aggiunto il sindaco -. Nuove pavimentazioni in materiali naturali, un sistema di illuminazione completamente rinnovato. Abbiamo previsto arredi urbani che rendono questa piazza uno spazio accogliente e fruibile da tutti. E poi c’è un’attenzione particolare alle famiglie e ai bambini, con una nuova area gioco pensata per consegnare questo luogo alla socialità. Restituiamo ai cittadini un posto più bello e sostenibile. Più accessibile per tutte e tutti”.
Il Piano “100 Parchi per Roma” è l’ambizioso progetto dell’amministrazione capitolina avviato da tempo, il cui obiettivo è il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione di 100 parchi e aree verdi della città in 10 anni restituendoli alla piena fruibilità pubblica. Il Piano è stato concepito come un masterplan strategico che ha l’obiettivo di costruire una vera e propria infrastruttura verde della città adottando criteri di progettazione mirati a creare una connessione tra i parchi e le aree verdi oggetto degli interventi di riqualificazione. Tutti i progetti vanno ad intervenire al di fuori delle Mura Aureliane, individuando parchi e giardini già esistenti e recuperando aree inutilizzate o degradate per renderli verde pubblico fruibile.






