Regione Lazio, sì all’accordo e 100mila euro per provare a sciogliere il nodo dei terreni dell’ex Pio Istituto Santo Spirito

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Un altro passo importante, forse quello decisivo, per dare un futuro chiaro alle aree di Cesurni e Martellona. La giunta regionale del Lazio, su proposta dell’assessore al Demanio e Patrimonio Fabrizio Ghera, ha approvato lo schema di accordo di valorizzazione territoriale tra Regione Lazio, Comuni di Guidonia Montecelio e di Tivoli, ASL Rm5 e messo sul piatto un investimento iniziale di 100mila euro. Per quanto riguarda lo schema di accordo, va ricordato che la giunte municipali degli enti territoriali coinvolti avevano già recepito il documento: la procedura di recupero e valorizzazione delle aree entra, quindi, nella sua fase operativa con il passaggio alla Regione Lazio.

Al centro dell’intesa c’è una vicenda che si trascina da decenni. Quella dei terreni di Cesurni e Martellona, appartenuti all’ex Pio Istituto Santo Spirito e Ospedali Riuniti di Roma. Aree vaste e complesse su cui nel tempo sono sorti insediamenti, con situazioni urbanistiche e catastali mai completamente definite.

L’accordo traccia un percorso concreto e strutturato per chiudere questa lunga parentesi. L’obiettivo è duplice: da un lato ricostruire con precisione la mappa dei beni, dall’altro consentirne il progressivo trasferimento al patrimonio comunale, tutelando al contempo le aree destinate all’uso pubblico. Il tutto favorendo la definizione delle posizioni esistenti e avviando veri e propri programmi di valorizzazione e rigenerazione territoriale.

Per sostenere l’iter, la Regione Lazio mette sul piatto 100.000 euro, suddivisi in due tranche da 50.000 euro per il 2026 e il 2027. Risorse destinate alle attività tecniche e amministrative, agli studi di fattibilità, alle progettazioni e al coordinamento necessario per l’attuazione dell’accordo. Non si tratta solo di un’operazione patrimoniale. La posta in gioco è la qualità della vita di interi quartieri. Regolarizzare significa poter programmare meglio i servizi, migliorare la vivibilità, rafforzare la percezione di sicurezza, legalità e cura del territorio.

Ora la collaborazione tra i Comuni, la Regione Lazio e la ASL Rm5 entra in una nuova fase. Quella di trasformare una questione rimasta aperta troppo a lungo in un’opportunità di riordino, valorizzazione e sviluppo per l’intera comunità tiburtina.

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