Guidonia, da spazio verde a luogo di memoria: il parco della Sorgente intitolato al giudice Antonino Saetta, ucciso da Cosa Nostra nel 1988

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Il parco pubblico di via delle Gerbere, nel quartiere de La Sorgente, da questa mattina, venerdì 25 settembre, ha il nome del giudice Antonino Saetta. Una scelta che trasforma un luogo di giochi e di quotidianità in un presidio di memoria civile.

La cerimonia di intitolazione, promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Movimento Agende Rosse di Guidonia Montecelio, si è svolta alla presenza del sindaco Mauro Lombardo, del Procuratore della Repubblica di Tivoli Andrea Calice e del Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Antonino Di Matteo.

Un parterre istituzionale che ha voluto sottolineare il valore nazionale di una figura rimasta a lungo nell’ombra, eppure cruciale nella storia della lotta a Cosa Nostra.

Antonino Saetta è stato il primo magistrato giudicante assassinato dalla mafia. Era la sera del 25 settembre 1988. Sulla statale 640 che collega Agrigento a Palermo, un commando fece fuoco sulla sua auto mentre tornava a casa con il figlio Stefano, trentenne. Una esecuzione spietata. 

Saetta, nato a Canicattì nel 1922, era Presidente della I sezione della Corte d’Assise d’Appello di Palermo. Quella sera rientrava a Palermo dopo aver festeggiato il battesimo del nipote nella casa estiva di famiglia. Viaggiava senza scorta e senza auto blindata. Cosa Nostra lo aveva condannato perché integerrimo, inavvicinabile, e perché designato a presiedere il maxiprocesso.

Nei loro interventi, Lombardo, Calice e Di Matteo hanno ricordato proprio questo. Non solo il sacrificio, ma il rigore morale di un uomo che ha servito lo Stato fino all’estremo, pagando con la vita insieme al figlio.

Intitolare un parco, in un quartiere giovane e popoloso come La Sorgente, significa parlare soprattutto ai più giovani. Non è retorica, ma una scommessa educativa. Dove prima c’era solo uno spazio verde, oggi c’è un luogo che chiede a chi lo attraversa di ricordare chi era Antonino Saetta, perché è morto e perché il suo nome, dopo 37 anni, continua a essere sinonimo di legalità, giustizia e libertà.

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