Il posizionamento geografico delle alleanze sul territorio della provincia romana registra una scossa destinata a ridefinire gli equilibri del centrodestra locale. Alessandro Messa, storico esponente e consigliere comunale a Guidonia Montecelio, ha formalizzato il suo addio alla Lega di Matteo Salvini per aderire ufficialmente a Futuro Nazionale, il movimento guidato dal generale e parlamentare europeo Roberto Vannacci. Una scelta nient’affatto che improvvisa, che apre di fatto una nuova fase nella seconda città più popolosa della provincia di Roma.
L’annuncio è arrivato attraverso una nota ufficiale pubblicata sui suoi canali social, in cui il consigliere rivendica la coerenza della propria traiettoria politica, rigettando le logiche di apparato. “Non è stata una decisione improvvisa, perché da sempre vado là dove si combatte per le mie idee – scrive Messa – ponendo l’accento sui cardini ideologici del suo percorso. Difesa delle radici, sovranità, remigrazione, identità, tradizione e giustizia sociale –. Ho sempre scelto la strada più difficile. Non la comoda posizione della poltrona o degli incarichi di partito, ma la bellezza della trincea».
La spinta di Vannacci e lo scacchiere locale
L’ingresso di Messa nella neonata formazione politica è stato salutato con favore dai vertici nazionali, regionali e locali del movimento. A fare gli onori di casa sono stati lo stesso eurodeputato Roberto Vannacci, l’Onorevole Edoardo Ziello (capogruppo alla Camera dei Deputati per Futuro Nazionale), il coordinatore regionale Marco Pomarici, quello provinciale Francesco Biava e il referente per Guidonia Montecelio, Lorenzo Mariani. Un’accoglienza che certifica l’importanza strategica del consigliere nel piano di espansione territoriale della compagine vannacciana nel Lazio.
Per Messa si tratta di un cambio di casacca che, nelle sue intenzioni, non intaccherà l’attività amministrativa quotidiana sul territorio. Il posizionamento nell’aula consiliare di Guidonia Montecelio resta fermamente ancorato ai banchi dell’opposizione, ma con una connotazione marcatamente identitaria che promette di dare ancora filo da torcere alla maggioranza civica.








