La partita per il Campidoglio entra nella fase decisiva. Mentre il centrosinistra ha già il suo candidato, il centrodestra stringe su una corsa a due tutta interna a Fratelli d’Italia.
Da una parte Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e co-fondatore del partito di Giorgia Meloni. Dall’altra Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e macchina da preferenze. Due storie che vengono dallo stesso alveo – il Fronte della Gioventù, Alleanza Nazionale – ma che oggi rappresentano anime diverse del partito.
L’eterno aspirante
Per Rampelli, quella di Roma è una vecchia aspirazione. Un percorso lungo vent’anni di porte chiuse a un passo dal traguardo. Nel 2008 il sorpasso di Alemanno, nel 2013 e nel 2018 la corsa alla presidenza della Regione dirottata su altri nomi, nel 2016 l’ipotesi Campidoglio sfumata quando a scendere in campo fu direttamente Giorgia Meloni. Nel 2022, nonostante il trionfo elettorale della coalizione alle Politiche, nessun ministero. Nel 2023, inserito nella rosa per via Cristoforo Colombo, fu accantonato un’altra volta a favore di Francesco Rocca. Un curriculum che pesa, il suo. Tanto che anche Arianna Meloni lo ha definito pubblicamente “nome autorevole”. Un nome di destra-destra, identitario, molto politico.
La macchina da voti
Roberta Angelilli gioca altre carte. Quattro legislature al Parlamento europeo, i suoi trascorsi sono nel Msi, poi Alleanza Nazionale, il Pdl e anche il Nuovo Centrodestra di Alfano prima di approdare in Fratelli d’Italia nel 2019. Nel 2023 ha raccolto oltre 28mila preferenze alle regionali, che le sono valse la attuale vicepresidenza della Regione Lazio. Il suo entourage è prudente: “Il suo futuro è in Parlamento, ma se Giorgia Meloni dovesse decidere diversamente, si adeguerà”. Eppure, nella serata di lunedì 22 settembre, l’agenzia di stampa Nova ha rilanciato l’ipotesi di un accordo di coalizione proprio sul suo nome. Una notizia che non ha trovato conferme, e che secondo alcuni l’avrebbe colta di sorpresa, soprattutto dopo l’endorsement della sorella della premier per Rampelli.
Il modello Matone e la mossa di Forza Italia
In questo duello si inserisce Forza Italia. Il partito di Antonio Tajani non punterebbe a imporre un proprio candidato sindaco, ma a condizionare la partita con un ticket. Secondo una voce raccolta da Romatoday, architetto dell’operazione sarebbe Luisa Regimenti, segretaria romana di FI e assessore regionale alla Sicurezza. In due anni ha rimesso in ordine il partito nella Capitale, allargando consensi e struttura territoriale.
L’idea, secondo quanto filtra, è replicare lo schema del 2021. Allora la leghista Simonetta Matone fece da vice a Enrico Michetti, per poi approdare in Parlamento. Oggi Regimenti potrebbe essere la partner politica del candidato sindaco. E se la logica del ticket tiene – donna da una parte, uomo dall’altra – il nome che torna con più forza è quello di Rampelli. In lista ci sarebbero anche i deputati Luciano Ciocchetti e Marco Perissa, ma la pista del vicepresidente della Camera resta la più solida. Un nome che fino a pochi mesi fa Forza Italia avrebbe faticato a digerire, ma che diventerebbe spendibile in cambio di un ruolo di primo piano per la sua leader romana.
Gualtieri: “Non farò il federatore del Centrosinistra, mi ricandido a sindaco di Roma“.
Dall’altra parte del campo, intanto, il sindaco uscente ha sciolto ogni riserva. Roberto Gualtieri ha fatto sapere nelle ultime ore che non intende assumere il ruolo di federatore del centrosinistra nazionale in vista delle Politiche, ipotesi circolata con insistenza nelle scorse settimane.
Il sindaco ha scelto Roma. Si ricandiderà per un secondo mandato in Campidoglio, rivendicando il lavoro di questi anni e puntando a chiudere i grandi cantieri aperti – dal Giubileo al PNRR.
Una scelta che cristallizza lo scontro. Non più un derby tra schieramenti alla ricerca di un candidato, ma un duello frontale: Gualtieri contro il nome che uscirà dal confronto/scontro interno a Fratelli d’Italia. L’annuncio del centrodestra, atteso per ottobre dopo il vertice tra i leader di coalizione, ora non può più tardare. Mentre i partiti romani cominciano a cerchiare la data del 4 aprile 2027. Quel giorno potrebbe tenersi il primo turno delle elezioni amministrative che interesserà grandi città italiane come Roma e Milano, e grandi centri del Lazio come Guidonia Montecelio.







