Spionaggio e prese di posizioni: Mancini ct dell’Italia con Ranieri dt

Danilo D'Amico
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La conferenza stampa al termine del Consiglio Federale del 28 luglio sancisce l’ennesimo ribaltone del calcio italiano. L’Italia ha il suo nuovo allenatore che in realtà si tratta di un ritorno: Roberto Mancini. Dopo l’inattesa vittoria degli Europei del 2021 con il record di 37 risultati utili consecutivi, è arrivata la mancata qualificazione ai Mondiali per effetto di una beffarda sconfitta contro la Macedonia e soprattutto la fuga, attraverso le dimissioni via Pec inviate da Mykonos, verso l’Arabia Saudita. Episodi difficili da dimenticare.

Secondo voci di corridoio, Mancini, grande amico del nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Giovanni Malagò, aveva già firmato l’accordo per tornare ad essere il Commissario Tecnico della Nazionale ma questo nome non piaceva al direttore tecnico e presidente del Club Italia, Paolo Maldini, e al supervisore Leonardo, i quali, dopo aver ricevuto risposte negative da Carlo Ancelotti e Pep Guardiola, avevano scelto Andrea Pirlo. La nomina è saltata a causa di una collaborazione, esistente già dal luglio del 2025, da parte del “Maestro”, come testimonial di una società di betting. Una volta conosciuta questa problematica, lo stesso presidente Malagò non ha più ripetuto opportuno continuare su Pirlo e per questo motivo Maldini e Leonardo hanno lasciato il loro incarico.

“Come nelle migliori famiglie con Maldini e Leonardo si è deciso di non proseguire sulla stessa strada. In questi 15 giorni ho passato molto tempo al telefono con entrambi. La mia presa di posizione ha rappresentato un tema di discussione, ma non posso che ringraziare sia Paolo che Leo. Mancini sarà il nuovo commissario tecnico e Claudio Ranieri sarà il direttore tecnico. Ci sarà una terza figura come dirigente delle squadre nazionali e coordinamento delle giovanili a completare questo percorso. Da parte di Mancini e Ranieri massimo rispetto alle esigenze di budget della Federazione. Il nuovo ct avrà due allenamenti a disposizione prima della Nations League dove siamo in un girone con tre squadre che sono andate ai Mondiali e una di queste è arrivata in semifinale da favorita. Consideriamo anche questo, bisogna seminare prima di raccogliere”, le dichiarazioni di Malagò.

In Figc non manca neanche lo spionaggio: appena è stato fatto il nome di Roberto Mancini, non sono passati neanche tre minuti ed è stata battuta la prima Ansa. “Ai presenti ho semplicemente detto: capite non vi posso dire più nulla. Al Coni ho impiegato tre giunte per scovare una talpa”, conclude Malagò.

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