Definirla una sanatoria è fuorviante. È netta la replica del consigliere regionale, nonché presidente della commissione Bilancio di Fratelli d’Italia Marco Bertucci, primo firmatario della proposta di legge sulle navette turistiche nei centri storici del Lazio, alle accuse piovute nelle ultime ore dai sindacati dei tassisti.
“Definire oggi la proposta di legge una sanatoria significa alimentare una polemica sterile e strumentale su un testo il cui iter deve ancora iniziare”, afferma Bertucci in una nota stampa.
L’origine della polemica va collocata temporalmente tra il 22 e il 23 settembre. I sindacati di categoria – con in testa Unica Taxi Cgil – hanno fatto muro contro il testo depositato il 16 settembre scorso dal presidente della commissione Bilancio. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – Roma, le sigle hanno gridato alla “sanatoria” rigettando l’ipotesi di “istituire un semplice albo a cui chiunque potrà iscriversi”.
Un attacco duro, affidato alle parole di Nicola Di Giacobbe (Unica Taxi Cgil), che non parla solo di concorrenza – come nella storica battaglia contro gli Ncc – ma di “sicurezza, legalità e congestionamento del Centro“. Il sindacalista descrive un sistema fuori controllo, fatto di garage dove “si può affittare una golf car a 600 euro per 3-4 ore e il conducente deve ingegnarsi per coprire i costi e guadagnarci qualcosa”.
Una tensione che viene da lontano. Già a maggio 2026 era naufragata la proposta di modifica del regolamento sul trasporto pubblico locale che avrebbe di fatto sdoganato le golf cart come navette per otto passeggeri. Poi, il tentativo di ricucitura. Il 1° settembre, presso l’assessorato ai Trasporti, Bertucci e l’assessore Fabrizio Ghera hanno incontrato i rappresentanti dei tassisti per definire le linee guida della nuova disciplina.
Ora il nuovo testo, intitolato “Disposizioni per il trasporto con navetta turistica nei centri storici”. L’obiettivo, spiega il promotore, non è liberalizzare ma colmare un vuoto normativo. Manca una disciplina organica sull’uso di golf car elettriche e piccoli shuttle scoperti nei centri ad alta densità turistica, un fenomeno che genera congestione, problemi di decoro, sicurezza e tutela dei beni culturali.
La proposta punta a fornire ai Comuni – “compresa Roma che sul tema merita una attenzione particolare”, sottolinea Bertucci – uno strumento quadro per definire criteri di accesso ai centri storici, limitazioni nelle aree di pregio, orari, aree di sosta, soggetti autorizzati e standard minimi di qualità.
E proprio sul metodo insiste Bertucci per smontare l’accusa di blitz. La proposta è calendarizzata per il 29 settembre in commissione Lavori pubblici, Infrastrutture, Mobilità e Trasporti, dove sarà incardinata e illustrata. “In quella sede lavoreremo per stabilire rapidamente il calendario delle audizioni e, successivamente, i termini per la presentazione degli emendamenti”, spiega il consigliere.
“Nessuno vuole sanare abusi e nessuno vuole creare una zona franca nel trasporto di persone. L’obiettivo è esattamente opposto: mettere ordine in un fenomeno che già esiste, introducendo regole chiare su autorizzazioni, percorsi, circolazione, sicurezza e controlli”.
Il messaggio è rivolto direttamente alle categorie in protesta: “Se dal confronto emergerà la necessità di precisare ulteriormente aspetti come il contingentamento dei mezzi, le modalità di sosta, i punti di carico e scarico, i rapporti con le agenzie turistiche o ulteriori garanzie a tutela del servizio taxi, lo faremo attraverso il normale lavoro legislativo”, aggiunge il consigliere.
Le organizzazioni dei tassisti, assicura Bertucci, “saranno ascoltate con grande attenzione». Ma la premessa resta: «Le leggi serie si costruiscono attraverso ascolto, confronto e approfondimento. È quello che faremo dal 29 settembre, con tempi rapidi e senza pregiudizi”.







