Scuola, rientro con 35 gradi: nel Lazio solo 16 istituti su mille con l’aria condizionata. L’appello del sindacato alla Regione

Elisabetta Aniballi
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Il suono della prima campanella si confonde con il ronzio dei ventilatori. Mentre gli asili nido hanno riaperto i cancelli e i docenti sono tornati in cattedra per collegi ed esami di riparazione, il rientro a scuola nel Lazio ha già il suo primo, prevedibile, nemico: il caldo. A fotografare l’emergenza è un dato diffuso in queste ore da Cisl Lazio e Cisl Scuola Lazio. Nella regione, appena l’1,6% dei plessi scolastici dispone di un impianto di climatizzazione funzionante. Significa che su mille scuole, solo sedici possono contare sull’aria condizionata. Tutte le altre si arrangiano.

E l’arrangiarsi, nelle aule, è diventato la norma. Nei nidi comunali della Capitale, dove pure la refrigerazione è più diffusa, i bambini restano confinati all’interno perché fuori si superano i 30 gradi e le attività all’aperto sono state sospese. Nelle superiori lo scenario è quello di sempre: finestre spalancate che non bastano, tapparelle tenute abbassate anche di mattina per non trasformare le classi in serre, bottiglie d’acqua messe in freezer la sera prima e portate come dotazione di sopravvivenza.

In diversi istituti, raccontano dal sindacato, sono state le famiglie a intervenire direttamente, organizzando raccolte fondi e autotassazioni per acquistare condizionatori da installare a proprie spese. Una soluzione tampone che solleva più di un interrogativo sulla tenuta del diritto allo studio.

Il timore, ora, è quello sanitario. A fine giugno, nelle settimane più roventi dell’anno scolastico appena concluso, si erano già registrati episodi di malore tra alunni e personale, compreso il caso del nido Quasimodo, in zona Colli Albani, che aveva fatto scattare l’allarme. Con settembre che si preannuncia altrettanto torrido, la preoccupazione si ripete identica. A rendere il quadro più teso c’è il calendario. La Regione Lazio ha fissato l’inizio ufficiale delle lezioni al 15 settembre, ma l’autonomia scolastica ha già riscritto la mappa a Roma. Diversi licei storici hanno scelto di anticipare.

Si comincia il 10 settembre con Orazio, Vivona, Cavour e Righi. L’11 tocca all’istituto comprensivo Mozart. Il 14 sarà la volta di Avogadro, Machiavelli, Russell, Giulio Cesare, oltre agli istituti comprensivi di via Fabiola e Regina Elena. Un rientro a scaglioni che, di fatto, riporta migliaia di studenti in classe nel momento più caldo del mese.

Per questo Cisl e Cisl Scuola hanno chiesto un incontro urgente al presidente della Regione, Francesco Rocca, e all’assessore alla Scuola, Alessandro Calvi. La richiesta è chiara: un piano straordinario di investimenti per la climatizzazione e la riqualificazione termica degli edifici. Non solo condizionatori, ma interventi sull’isolamento e sulla ventilazione, per evitare che le aule diventino bolle di calore. Il nodo, sullo sfondo, è più ampio. Con l’estate che si allunga e le ondate di calore che arrivano ormai fino a ottobre, il calendario scolastico pensato per un altro clima mostra tutte le sue crepe. E la domanda, nelle chat dei genitori e nelle sale professori, è sempre la stessa: si può ancora fare lezione a 34 gradi?

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