Roma imbrattata, 540 segnalazioni in sei mesi: i graffiti illegali sono l’emergenza numero uno per il decoro

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 Ci siamo abituati, ma continuano a darci quel senso di malessere e disagio. Sono le scritte che imbrattano i muri della Capitale. Pubblici o privati, non fa differenza: è comunque illegale. E contro questo vandalismo diffuso si fa ancora troppo poco.

I numeri che arrivano dall’ufficio qualità urbana del Campidoglio, struttura a diretta dipendenza del Gabinetto del Sindaco, fotografano un’emergenza quotidiana. Da gennaio 2026 sono 540 le segnalazioni per il decoro urbano, un dato che comprende anche le segnalazioni ripetute per le stesse scritte. Un flusso continuo che non si ferma.

A intervenire per ripristinare lo stato originario dei luoghi è Ama, in regime di extra Tari. Un meccanismo che vale per gli spazi pubblici. Quando il bersaglio sono gli edifici privati – e accade spessissimo – a pagare il conto sono i condomini. Se si tratta di palazzine popolari, la spesa ricade sull’ente proprietario aggredito dai “graffitari”.

E proprio la cancellazione delle scritte non autorizzate è diventata una vera emergenza della città. Fino a luglio sono stati 138 gli interventi di questo tipo, pari al 40,7% del totale. A seguire, il decoro legato agli appuntamenti istituzionali con 68 interventi (20,1%), quello generale con 51 interventi (15%) e le defissioni abusive con 24 interventi (7,1%).

Un lavoro incessante che ha un costo. Dall’inizio dell’anno il Campidoglio dichiara di aver speso circa 41mila euro solo per cancellazioni di scritte e defissioni effettuate con idropulitrice a pressione.

Se la geografia del fenomeno è capillare, è nel cuore della città che si concentra. Nel periodo tra maggio e luglio di quest’anno le segnalazioni provenienti da tutto il territorio capitolino si sono addensate nel I Municipio, che da solo raccoglie il 22,3% delle denunce. Segue il Municipio II con il 14,5%, poi il VII con il 10,5% e l’VIII con il 10,2%. Tutti gli altri Municipi si attestano su quote più contenute ma diffuse, tra poco più dell’1% e il 7%.

Un dato che non sorprende: le aree più colpite sono quelle più frequentate, quelle che ospitano il grande flusso di persone tra manifestazioni e grandi eventi, e quindi più esposte al rischio.

Il problema di fondo resta la mancanza di una vera misura di prevenzione che possa garantire alla città di preservare le sue facciate, e la sua faccia, dal vandalismo. In una corsa senza fine, spesso le scritte appena cancellate vengono riproposte, identiche, nei giorni immediatamente successivi.

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