Altro che intelligenti. A Largo San Giovanni, uno degli snodi più congestionati di Tivoli, i nuovi semafori ad alta tecnologia tornano in modalità lampeggiante. A deciderlo è stato il sindaco Marco Innocenzi, che mette così fine alla sperimentazione avviata il 17 luglio scorso.
La motivazione è arrivata con una nota diretta del primo cittadino, alla vigilia del grande ritorno in città per la fine delle ferie e la riapertura delle scuole. “Il mio compito è garantire ai cittadini una viabilità il più possibile fluida e sicura”, premette Innocenzi. E il test estivo, secondo lui, ha dato esito opposto a quello sperato.
Nonostante il periodo di agosto, tradizionalmente più scarico, “l’intensità del traffico è rimasta elevata e maggiormente critica rispetto a quando i semafori non erano funzionanti”.
Il sindaco ci tiene a chiarire un punto politico: l’impianto non è suo. “Sia l’installazione dei semafori nel 2021, sia il progetto ed i lavori che hanno portato alla situazione attuale, sono stati programmati, approvati e finanziati dall’amministrazione precedente, quando io non ero sindaco”, ha detto Innocenzi.
Per dovere di continuità amministrativa, spiega, ha voluto comunque provare ad accenderli, scegliendo l’estate per limitare i disagi. Ma le criticità emerse non sono più accettabili. Alla base, secondo Innocenzi, c’è un problema di fondo: “Lo studio sul quale è stata progettata l’attuale configurazione semaforica risale al 2020. Nel 2026, inevitabilmente, i flussi sono differenti”.
Ora si cambia rotta. L’amministrazione ha già annunciato che a breve verrà commissionato un nuovo studio tecnico-viabilistico per l’intero quadrante di Largo San Giovanni, con un doppio obiettivo: alleggerire il traffico e garantire la sicurezza dei pedoni in un’area che comprende anche la rampa che sale dal parcheggio Impastato verso l’ospedale.
Nella nota non manca un affondo politico. Innocenzi risponde a chi in questi mesi ha criticato la gestione della viabilità: partiti che hanno attaccato “a priori” la gestione “senza mai proporre alcuna soluzione concreta e fattibile, ma solo per fini strumentali e propagandistici”.
“Esiste però un metodo che ho scelto di seguire”, conclude il sindaco: “Ascoltare i cittadini, osservare i dati, analizzare i fatti, quando necessario interrompere anche le sperimentazioni e proporre soluzioni”. Per ora, a Largo San Giovanni, si torna alla modalità lampeggiante. E al vecchio caos, che i tiburtini conoscono bene.







