La notte blindata di Roma, saracinesche giù alle 22 contro l’alcol low cost. Dal Centro a Ostia, ecco i nuovi divieti

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La Capitale alle dieci di sera decide spegne i motori dell’alcol da asporto per provare a governare il caos. È scattata questa notte (venerdì 16 ottobre 2026) la nuova e più severa stretta di Palazzo Senatorio contro la “malamovida”, sancita dall’Ordinanza Sindacale n. 137 firmata dal sindaco Roberto Gualtieri.

Il provvedimento, pubblicato nell’albo pretorio di Roma Capitale, impone la chiusura forzata dalle ore 22:00 alle ore 5:00 del mattino successivo per tutti gli esercizi di vicinato del settore alimentare e misto. Un coprifuoco commerciale che rimarrà in vigore ogni venerdì, sabato e domenica fino al prossimo 11 aprile 2027.

La mappa del divieto: dai centri storici alle periferie

L’aspetto più rilevante di questo provvedimento è l’espansione territoriale. Se i primi esperimenti di contenimento della notte romana si concentravano esclusivamente nel perimetro del Centro Storico (Municipio I) e nel quartiere universitario di San Lorenzo (Municipio II), l’ordinanza attuale coinvolge ormai la quasi totalità del territorio capitolino.

Le saracinesche dovranno abbassarsi in anticipo non solo a Trastevere o a Campo de’ Fiori, ma anche nei nodi nevralgici della movida di Roma Nord – come l’area calda di Ponte Milvio e via Flaminia – fino a toccare il Municipio X, blindando anche Ostia e il litorale romano dalle derive alcoliche del fine settimana. Restano regolarmente aperti, invece, i locali autorizzati alla somministrazione di cibi e bevande provvisti di tavoli interni ed esterni, nel tentativo di tutelare l’economia della ristorazione tradizionale e arginare solo i flussi del “bere di strada” incontrollato.

I precedenti: una guerra lunga quattro anni

Quella contro i cosiddetti “anti-minimarket” non è una mossa improvvisata, ma l’ultimo capitolo di una strategia di contenimento che dura da anni. I precedenti amministrativi tracciano una linea di continuità evidente. Febbraio 2022: il Campidoglio emana le prime ordinanze d’urgenza dopo una serie di risse notturne legate all’abuso di alcolici. Ottobre 2024: con l’ordinanza n. 117 viene disposta una proroga biennale delle misure fino al gennaio 2026, estendendo l’obbligo anche alle principali festività nazionali (Natale, Capodanno, primo maggio). Gennaio 2026: scaduto il vecchio testo, l’ordinanza sindacale numero 12 aggiorna le restrizioni fino all’autunno dello stesso anno.

I dati della Polizia Locale d’altronde parlano chiaro: solo l’estate scorsa i controlli straordinari del weekend si sono chiusi con un “bollettino” di oltre 800 irregolarità contestate e tonnellate di merci sequestrate per abusivismo commerciale.

Il compromesso tra sicurezza e commercio

Nel testo del provvedimento si richiamano esplicitamente le storiche criticità della notte romana: schiamazzi, musica ad alto volume, risse e intralcio alla viabilità dei mezzi di soccorso. Il Campidoglio sceglie la linea della fermezza per dare una risposta ai comitati dei residenti, esasperati dai rumori molesti fino all’alba.

Dall’altro lato, la reazione delle associazioni dei piccoli commercianti e dei titolari dei minimarket non si farà attendere, avendo già in passato impugnato simili provvedimenti davanti ai giudici amministrativi per “eccesso di penalizzazione” della categoria. Per ora, la certezza è una sola: la notte di Roma cambia volto e si prepara a un inverno a saracinesche parzialmente abbassate.

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