Una stazione da 80 milioni di euro e un abbonamento da 55 euro al mese (o la sosta oraria da 1 euro fino a 6 per l’intera giornata). È bastato questo per accendere il confronto/scontro, anche nel giorno dell’inaugurazione della nuova Stazione Ferroviaria di Colle Fiorito, sulla FL2 Roma-Tivoli.
L’opera, realizzata da Rete Ferroviaria Italiana e attiva da sabato 4 luglio, è stata presentata ufficialmente questa mattina (martedì 7) alla presenza del sindaco di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo, dei vertici di RFI Paola Firmi e Lucio Menta, dell’Ad di FS Sistemi Urbani Matteo Colamussi e dell’assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera. Quattro binari, due tronchini per la manutenzione, nuovi fabbricati ipertecnologici e un grande parcheggio di interscambio. Ora, l’obiettivo dichiarato è quello portare la frequenza dei treni metropolitani FL2 a uno ogni 15 minuti, prolungando la linea da Tivoli Terme a Guidonia.
Ma a tenere banco anche nel giorno dell’inaugurazione non sono stati i binari. È il parcheggio. L’area di sosta gestita da RFI prevede infatti un abbonamento mensile e la sosta giornaliera a pagamento su circa 500 stalli a fronte degli 80 gratuiti realizzati dall’amministrazione comunale. Una dispatità che ha scatenato le proteste di residenti e pendolari.
“A Roma e Tivoli c’è gente che paga per lasciare l’auto sotto casa. Io almeno non ho messo le strisce blu da nessuna parte in questa città”, ha ribattuto a muso duro Lombardo, ascoltando i cittadini presenti stamane alla Stazione, molti critici sulla sosta onerosa . “Qui non sono abituati a pagare i parcheggi”, ha aggiunto il sindaco nel corso dell’intervento inaugurale, rivendicando la scelta della sua amministrazione di mantenere la sosta gratuita in tutta la terza città del Lazio.
D’altro canto, il dato è oggettivo, Guidonia Montecelio, con oltre 89mila abitanti, è uno dei pochi comuni italiani sopra i 50mila residenti (se non l’unico) dove non esiste la sosta a pagamento. Si parcheggia gratis davanti al Comune, lungo il corso, nelle vie dello shopping, al borgo di Montecelio, nei pressi del Museo Lanciani, dei teatri Vittori e Imperiale e, fino a ieri, anche della vecchia Stazione Ferroviaria di Guidonia Centro: tratta inaugurata alla fine del XIX secolo, la quale nei paraggi garantiva circa 150 stalli gratuiti a disposizione dei pendolari. Una scelta rivendicata da Lombardo, nonostante nei circa 1.650 comuni italiani con popolazione superiore a 50mila abitanti, il superamento di quella soglia di residenti coincida automaticamente con l’introduzione dei parcometri nei centri storici e nelle aree commerciali. A Latina, altra città di fondazione con cui un parallelismo è possibile anche per numero di abitanti, il centro è interamente a strisce blu. Nei comuni limitrofi a Guidonia – Tivoli, Monterotondo, e Roma – la sosta si paga dappertutto e senza esenzioni per i residenti.
Il parcheggio della nuova stazione introduce per la prima volta a Guidonia Montecelio la logica dei nodi di interscambio gestiti da RFI, con una sosta regolamentata e a pagamento per garantire rotazione e manutenzione. Una prassi già applicata in tutta la Rete.
L’intervento sulla Stazione segue l’attivazione, a luglio 2025, del raddoppio Lunghezza-Tivoli Terme. Fa parte della più ampia direttrice Roma-Pescara. La nuova fermata, secondo RFI, “risponde meglio alle esigenze di mobilità quotidiana e accompagna le trasformazioni in corso nell’area”.
Resta la frattura tra l’infrastruttura e la percezione. Per i pendolari abituati da sempre alla sosta libera, i 55 euro mensili dell’abbonamento rappresentano un costo inedito. Per l’amministrazione, il parcheggio non è di competenza comunale. Nel mezzo, una città che dovrebbe prendere atto di essere un’anomalia, perfino una privilegiata: tra le ultime grande città italiane, senza i parcometri.







