Dalle aule delle scuole cittadine al ricordo solenne dei caduti nelle missioni internazionali. La celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate a Monterotondo si trasforma in una riflessione profonda che supera i confini del cerimoniale per farsi manifesto civile. È il sindaco Riccardo Varone a tracciare la linea, ridefinendo il significato contemporaneo di una ricorrenza che, oggi più che mai, chiama la comunità alla responsabilità.
L’unità nazionale è un valore che si costruisce ogni giorno, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando la necessità di spogliare la parola Patria da ogni tentazione di isolamento. Nelle parole del sindaco, l’identità collettiva non deve tradursi in chiusura o contrapposizione verso l’altro, ma deve riscoprirsi salda sui pilastri della democrazia, della solidarietà e dell’accoglienza. Un monito chiaro in un’epoca attraversata da profonde lacerazioni globali.
Al centro della commemorazione, la riconoscenza profonda verso le Forze Armate, rappresentate da una delegazione ufficiale che ha preso parte alla cerimonia. Il ringraziamento delle istituzioni locali è andato al loro servizio quotidiano e al delicato ruolo svolto nelle missioni di pace all’estero. Un tributo che si è tinto di sincero cordoglio nel ricordo dei militari italiani recentemente caduti in Bosnia-Erzegovina, un sacrificio che rimarca il prezzo altissimo della tutela dei diritti internazionali.
A fare da contraltare alla solennità del momento, la presenza vivace e attenta delle bambine e dei bambini delle scuole di Monterotondo. La loro partecipazione, ha osservato Varone, rappresenta il passaggio di testimone fondamentale per trasmettere alle nuove generazioni i valori irrinunciabili di libertà e democrazia.
In un tempo drammaticamente segnato da conflitti e tensioni internazionali, l’appello finale del sindaco si è trasformato in un’esortazione alla coscienza civile: non abituarsi alla guerra e non voltare lo sguardo altrove, continuando a percorrere la strada del dialogo e della diplomazia. Perché la memoria, conclude l’articolo ideale di questa giornata, ha senso solo se si traduce nell’impegno concreto per un futuro di umanità.








