Non si arresta l’ondata di West Nile Virus alle porte di Roma. Nelle ultime ore il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della Asl Rm5 ha comunicato al Comune di Guidonia Montecelio la positività di altri tre residenti: uno a Colle Fiorito, uno a Parco Azzurro e uno a Montecelio.
Tre nuovi tasselli che si aggiungono ai casi già rilevati nelle scorse settimane a Villanova e nel centro di Guidonia, e che confermano come l’infezione trasmessa dalla zanzara Culex pipiens si sia ormai radicata anche nell’hinterland est della Capitale.
Il dato locale si inserisce in un quadro regionale in forte crescita. Secondo gli ultimi bollettini, il Lazio ha superato i 180 casi confermati nel 2025, con Latina epicentro dell’epidemia — 160 infezioni — ma con focolai attivi anche nelle Asl Roma 6, Frosinone e Roma 3. La Asl Roma 5, che comprende Tivoli e Guidonia, era già sotto osservazione per i primi due casi.
Il piano del Comune
Per arginare la diffusione, l’assessorato all’Ambiente ha disposto il secondo ciclo di disinfestazione adulticida e larvicida, che è attualmente in corso secondo un calendario serrato. Si è partiti il 17 agosto da Villanova, per poi proseguire il 18 a Setteville Nord e Marco Simone, il 19 a Montecelio e il 20 a Guidonia centro. Il 21 è stata la volta di Setteville-Pichini, il 24 di Colleverde, Colleverde 2 e Poggio Fiorito.
Oggi, 25 agosto, gli operatori sono al lavoro a Parco Azzurro e Vena d’Oro. Domani, 26 agosto, toccherà a Castell’Arcione, Colle Fiorito, Bivio di Guidonia e Albuccione. Chiusura mercoledì 27 a Villalba e La Botte. Interventi che il Comune esegue nelle ore serali, quando le zanzare sono più attive, e che prevedono la nebulizzazione di insetticida in strade, parchi e aree verdi.
Le raccomandazioni per i residenti sono le stesse diramate in queste ore dall’amministrazione: tenere chiuse le finestre durante il passaggio dei mezzi, ritirare panni stesi, ciotole per animali e giochi per bambini, evitare di lasciare alimenti all’aperto.
Un virus da non sottovalutare
Il West Nile non si trasmette da persona a persona, ma solo attraverso la puntura di una zanzara infetta. Nell’80% dei casi l’infezione decorre senza sintomi. Nel restante 20% può provocare febbre, mal di testa, dolori muscolari e spossatezza. Solo in meno dell’1% dei casi, soprattutto in soggetti anziani e fragili, evolve nella forma neuroinvasiva.
Proprio per questo, spiegano gli infettivologi, la prevenzione domestica è decisiva quanto la disinfestazione pubblica: svuotare ogni due giorni sottovasi e secchi, coprire i bidoni, pulire grondaie e tombini, usare zanzariere e repellenti a base di DEET o Icaridina nelle ore del tramonto, e trattare i ristagni inevitabili con pastiglie larvicide.
La Asl Rm5 ha invitato i medici di base a mantenere alta l’attenzione su febbri estive persistenti, soprattutto se comparse dopo soggiorni nelle aree segnalate.
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