Due derby vinti nella stessa stagione e un clamoroso aggancio alla zona Champions League con 70 punti dopo 37 partite quando mancano solo 90 minuti alla fine della stagione: non male questo primo anno di Gasperini alla Roma ed il tecnico giustamente va ad esultare sotto la Curva Sud. Altalena di emozioni per i sostenitori giallorossi che esplodono al raddoppio della Fiorentina a Torino perché la sconfitta della Juventus porta Malen e compagni davanti. Protagonista di giornata Mancini che con una doppietta affonda nuovamente i rivali di sempre.
“Siamo romani figli della Lupa Capitolina”, recita così, anzi in latino, il messaggio dei tifosi romanisti mentre quelli laziali riprendono la protesta contro Lotito e la società dopo la tregua per la finale, poi persa, contro l’Inter in Coppa Italia. “Dignità e rispetto valgono più di un derby” secondo i sostenitori biancocelesti.
L’infortunio di Motta lancia, in porta, Furlanetto che vola al 9′ sul colpo di testa di Malen. Risposta della Lazio, sempre da calcio piazzato, con il colpo di testa fuori di Gila. Al 34′ diagonale a lato di Noslin dopo una buona ripartenza della squadra di Sarri. Ma al 40′ è la Roma a passare in vantaggio: angolo di Pisilli e incornata di testa di Mancini che vola a raggiungere questa sfera e a girarla con potenza verso la porta. Subito un’altra occasione per Hermoso che al volo colpisce l’esterno della rete.
Nel secondo tempo la Roma controlla il match e al 18′ una girata di Malen trova pronto Furlanetto. Il portiere della Lazio è strepitoso quando toglie da sotto la traversa una punizione di Dybala. Dal corner Mancini stacca di nuovo di testa sul traversone di Dybala e questa volta a nulla serve il volo del portiere. Al 25′ si alza il nervosismo, Rovella e Wesley vengono alle mani e l’arbitro manda entrambi sotto la doccia con un cartellino rosso. Celik potrebbe affondare i rivali ma calcia fuori da posizione favorevole. La Roma sciupa altre occasioni, una nitida con El Shaarawy che è alla ricerca del gol dell’addio. Furlanetto vola anche sul tiro a giro di Soulè nel recupero.
Due stati d’animo completamente diversi. Grande delusione nella Lazio con tanti obiettivi sfumati nel giro di pochi giorni come si evince dalle parole di Maurizio Sarri: “Le mie dichiarazioni degli ultimi giorni erano solo una provocazione: non avrei mai lasciato i ragazzi da soli in questa bolgia. Ci sono cinque squadre che si giocano una partita dal valore di 80 milioni per la qualificazione alla Champions League, un turno che potrebbe rilanciare il nostro marchio eppure giochiamo alle 12. Vorrei meno esperti di politica sportiva e più di calcio. In questo derby abbiamo fatto una buona partita per 60 minuti, ingiusto chiudere il primo tempo in svantaggio. Colpa nostra i due gol su calcio piazzato, contro questi saltatori paghi quando subisci passivamente la traiettoria della palla. Impossibile recuperare Zaccagni per questo match, troppo dolore nel calciare la palla e da parte sua anche fatica a camminare. Roma bene nel finale di gara. Non è un momento semplice dal punto di vista mentale. Contro l’Inter abbiamo perso una finale di Coppa Italia contro i campioni d’Italia ma abbiamo fatto un grande percorso eliminando Bologna, Milan e Atalanta che sono squadre molto forti. Potevamo fare una partita più coraggiosa. E’ stata la mia terza finale nazionale persa e quindi forse c’è anche del mio. Fa più male perdere un derby che lascia strascichi. Nessuno mi ha parlato di programmi futuri ma quest’anno non sono stato ascoltato e questa situazione non mi è piaciuta. Mi piacerebbe restare perché mi sento parte integrante dell’ambiente”.
La Lazio è matematicamente fuori dalle prime otto e anticiperà l’ingresso in Coppa Italia dai 32esimi di finale nella stagione 2026/2027 ma ricordiamo che ci sarà un’altra grande sfida con la finale della Supercoppa Italiana sempre contro l’Inter.
La Roma, al contrario, resta concentrata sul grande obiettivo: “Meglio sicuramente nel secondo tempo – commenta Gian Piero Gasperini -. Dobbiamo festeggiare la vittoria oltre che pensare che manca ancora un ultimo passo ma ora dipende da noi e questa è la grande differenza”. Si torna a parlare di Dybala ma il tecnico posticipa i verdetti alla fine della stagione sottolineando l’attaccamento alla maglia di tutti i giocatori.
“Ci credevo perché la lotta Champions si conclude sempre alla fine e sono consapevole che nelle ultime giornate è un altro campionato – continua Gasperini -. Siamo riusciti a creare uno spogliatoio grazie alla disponibilità dei giocatori. Adesso ci manca una partita e dobbiamo essere bravi a Verona come nelle 37 precedenti partite. Sono venuto a Roma per vincere qualcosa di molto importante. Raggiungere la Champions è difficile perché vanno tenute dietro delle big. Dobbiamo fare delle squadre forti per raggiungere grandi obiettivi”.
Da parte di Cristante un ringraziamento ai tifosi che “sono stati fantastici, fin dal riscaldamento”.
Una festa per tutti, anche per il Faraone El Shaarawy che lascia la Roma in lacrime dopo dieci anni: “C’era la speranza di qualche passo falso e ora ci rimane l’ultima partita che non possiamo sbagliare”.
(grazie per la foto a Nicola Console)






