Tivoli, violenze e ossessioni sull’ex compagna: ventitreenne allontanato con il braccialetto elettronico

Scritto da
3 Minuti di lettura
3 Minuti di lettura

Una relazione che nel tempo si trasforma in un perimetro di controllo soffocante, per poi sfociare in violenza fisica e psicologica. È la drammatica quotidianità vissuta da una giovane donna a Tivoli, culminata nei giorni scorsi in un provvedimento cautelare a carico dell’ex fidanzato, un ventitreenne italiano gravemente indiziato del reato di stalking. Per il giovane, il giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Tivoli ha disposto il divieto assoluto di avvicinamento e comunicazione con la vittima, supportato dall’applicazione del braccialetto elettronico.

L’indagine, condotta dal personale del Commissariato di Polizia di Stato Distaccato Tivoli-Guidonia, è scattata subito dopo la denuncia presentata dalla giovane negli uffici di polizia. Davanti agli investigatori, la ragazza ha ripercorso le tappe di un rapporto precocemente segnato da vessazioni e sopraffazioni. Secondo l’impianto accusatorio accolto dal Gip, il ventitreenne avrebbe esercitato un controllo sistematico sulla vita della compagna, arrivando a ispezionarle il telefono cellulare e a monitorare costantemente i suoi spostamenti e le sue frequentazioni, fino a stravolgerne del tutto le abitudini di vita.

Al condizionamento psicologico si sarebbero poi affiancati ripetuti episodi di violenza fisica. In più occasioni la giovane sarebbe stata colpita al volto dal compagno, che in una circostanza avrebbe persino utilizzato un ombrello per aggredirla, causandole lesioni visibili.

Una spirale che ha spinto la vittima a trovare la forza di interrompere la relazione. Una scelta, questa, che l’ex fidanzato non avrebbe però mai accettato. Al contrario, la rottura avrebbe innescato un’ulteriore escalation di condotte persecutorie, fatte di continui insulti e minacce volti a mantenere intatta quella pressione psicologica che andava avanti da mesi.

Il quadro indiziario raccolto dagli inquirenti si è rivelato solido. I riscontri investigativi hanno trovato piena conferma non solo nelle parole della vittima, ma anche nelle precise testimonianze dei familiari e di un’amica della ragazza, che avevano assistito agli effetti di quella sottomissione. Elementi che hanno spinto l’autorità giudiziaria a emettere d’urgenza la misura protettiva. L’ordinanza vieta al ventitreenne qualsiasi forma di contatto con l’ex compagna, anche attraverso canali telematici o social network, monitorando ogni suo movimento con il dispositivo elettronico per scongiurare ulteriori rischi.

Come previsto dalle garanzie costituzionali, il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e l’indagato deve essere ritenuto presunto innocente fino a un eventuale accertamento definitivo di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

Condividi questo articolo