La giunta del sindaco Roberto Gualtieri delibera la nascita di “RomaSport”, l’azienda speciale che gestirà gli impianti comunali. Ora la parola passa all’assemblea capitolina. L’obiettivo dell’amministrazione capitolina è offrire tariffe calmierate, strutture sempre aperte e utili ricavati dai grandi impianti per sostenere e promuovere lo sport in periferia.
Si tratta del primo atto formale di una riforma attesa da anni. Un cambio di paradigma che ora passa all’esame decisivo dell’assemblea capitolina. Saranno le consigliere e i consiglieri dell’aula Giulio Cesare a dare il via libera definitivo a un progetto che punta a riscrivere le regole di un settore troppo spesso al centro di inchieste, concessioni opache e impianti lasciati all’abbandono. L’idea alla base di “RomaSport” è semplice e ambiziosa: riportare lo sport al centro dell’interesse pubblico, snellendo la burocrazia e rendendo la gestione più veloce, efficiente e vicina ai cittadini.
Oggi, quando una concessione scade o viene revocata, passano mesi, a volte anni, prima che un impianto venga riaffidato. Con la nuova azienda speciale, che agirà come un braccio operativo diretto del Comune di Roma Capitale, quel vuoto verrà colmato immediatamente. “RomaSport” potrà prendere in carico senza ritardi gli impianti recuperati, quelli di nuova realizzazione e i grandi poli sportivi cittadini, garantendo continuità di servizio. Ma la vera novità è economica e sociale. Con la gestione diretta, il Campidoglio potrà assicurare ovunque l’applicazione delle tariffe comunali calmierate, sottraendole alle logiche di mercato. E soprattutto, potrà applicare un principio di mutualità: le risorse prodotte dagli impianti più grandi e remunerativi sosterranno il funzionamento di quelli più piccoli, situati nei quartieri popolari e nelle periferie.
Uno strumento, insomma, per rendere lo sport un diritto davvero universale. “Con RomaSport rendiamo la gestione e l’accessibilità degli impianti sportivi comunali più efficiente e vicina ai cittadini – ha commentato il sindaco Roberto Gualtieri -. È uno strumento pubblico che ci permette di valorizzare le strutture, garantire continuità e migliorare la fruibilità degli impianti sportivi pubblici. Un passo importante nella strategia con cui stiamo rilanciando a Roma lo sport che per noi è un fondamentale fattore di inclusione”.
Toni ancora più netti dall’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato, che definisce la nascita dell’azienda “una svolta storica” e “una pagina nuova per lo sport romano”. “Completiamo un grande lavoro di questi quattro anni: abbiamo restituito legalità e trasparenza a un settore segnato per troppo tempo da irregolarità e privilegi – ha spiegato Onorato -. Abbiamo recuperato impianti abbandonati, revocato concessioni a gestori morosi per oltre 30 milioni di euro, riaperto strutture rimaste chiuse per anni per rimettere al centro l’interesse pubblico”.
E poi ha aggiunto: “La vera sfida è rendere lo sport davvero un diritto e non un privilegio, come stiamo già facendo insieme ai tanti concessionari onesti. Attraverso una gestione integrata, le risorse prodotte dagli impianti più grandi contribuiranno a sostenere quelli delle periferie, affinché ogni bambina e ogni bambino, ogni ragazza e ogni ragazzo possano praticare sport indipendentemente dalle possibilità economiche della propria famiglia”. Nelle parole dell’amministrazione, RomaSport non è solo un nuovo ente. È l’idea che investire in una palestra di quartiere, in una piscina comunale o in un campo di periferia significhi investire in salute, educazione e sicurezza. Ogni impianto restituito alla città, rivendica la Giunta, è uno spazio sottratto al degrado e riconsegnato ai giovani, alle famiglie e alle associazioni. Ora la palla passa al consiglio comunale. Se arriverà il sì definitivo, per lo sport romano inizierà davvero una nuova stagione. (l’immagine di copertina, dal sito di Roma Capitale).







