Palazzo Valentini, un piano intitolato a Bruno Astorre: una vita per i territori oltre i confini dei partiti

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Ci sono stanze in cui la politica consuma le proprie distanze e luoghi in cui, al contrario, si riscopre il filo invisibile di un disegno comune. Il quarto piano di Palazzo Valentini, da martedì 20 ottobre, appartiene a questa seconda e più nobile categoria. Con una cerimonia che ha unito mondi e schieramenti distanti, la Città Metropolitana di Roma Capitale ha intitolato una sala istituzionale e l’attigua terrazza panoramica a Bruno Astorre, il senatore e segretario regionale del Partito democratico scomparso prematuramente nel marzo del 2023.

Un tributo non formale, ma fortemente voluto da tutti i gruppi consiliari, per suggellare il legame indissolubile tra un uomo delle istituzioni e la sua terra. Proprio tra queste mura, quando l’ente si chiamava ancora Provincia di Roma, Astorre aveva mosso passi decisivi, ricoprendo il ruolo di consigliere provinciale per due consiliature. Quella fu la prima grande palestra di un amministratore che avrebbe fatto del dialogo con i sindaci e della conoscenza capillare del territorio il proprio marchio di fabbrica. Un cammino proseguito poi in Regione Lazio, dove fu consigliere e assessore, prima dell’approdo definitivo tra i banchi del Senato della Repubblica.

La platea che si è radunata per scoprirne la targa fotografa esattamente l’attitudine che fu di Astorre, la sua capacità di unire. In prima fila, accanto alla moglie Francesca Sbardella (sindaco di Frascati) e ai familiari, sedevano i massimi vertici delle istituzioni locali e nazionali. C’era il sindaco metropolitano e di Roma Capitale Roberto Gualtieri ed era presente il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, a testimonianza di una stima trasversale che andava ben oltre l’appartenenza a fazioni avverse. Al loro fianco la consigliera delegata a Bilancio e Patrimonio, Cristina Michetelli, e una nutrita delegazione di primi cittadini, tra cui Marco Benedetti di Mentana e Mauro Lombardo di Guidonia Montecelio, tutti presenti a rendere omaggio a colui che consideravano, prima di tutto, un interlocutore attento.

“Mantenere viva la memoria di un amministratore che ha messo sempre al centro le persone e il bene comune”, è stato il fulcro degli interventi che si sono susseguiti. Palazzo Valentini consegna così al futuro non soltanto il nome di Bruno Astorre, ma un metodo politico fondato sull’ascolto, sul rispetto dell’avversario e sulla valorizzazione delle comunità locali. Un’eredità che da oggi abita al quarto piano, sospesa sui tetti di quella provincia che ha tanto amato.

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