Maldini direttore tecnico e Leonardo come Advisor: l’Italia riparte da loro

Danilo D'Amico
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Milan DS Paolo Maldini during the Italian Serie A soccer match Atalanta BC vs AC Milan at Gewiss Stadium in Bergamo, Italy, 3 October 2021. ANSA/PAOLO MAGNI

L’Italia riparte da Paolo Maldini come direttore tecnico, accompagnato dalla figura di Leonardo come advisor e cioè un Supervisore dei tempi moderni. Una coppia che si conosce da tempo, avversari con le Nazionali in quel fantastico mondiale statunitense del 1994 e compagni di squadra di club dal 1997 con il Milan e sempre con il Diavolo hanno condiviso anche un’esperienza da dirigenti. Il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giovanni Malagò, è soddisfatto perché è riuscito a convincere due esperti di calcio conosciuti per aver rifiutato progetti economicamente allettanti. Il prossimo passo sarà quello della scelta del commissario tecnico che deve essere condivisa e non imposta dall’alto. Chi sono i principali candidati alla panchina della nazionale italiana? Esisteva probabilmente un accordo con Roberto Mancini, l’uomo dell’ultima vittoria agli Europei cinque anni fa e della striscia di 37 risultati utili consecutivi (un record mondiale ora a rischio perché la Spagna è a un passo dal sorpasso anche se è chiamata ad affrontare la Francia in questa bellissima semifinale, ndr). L’immagine di Mancini è stata rovinata prima dalla rocambolesca eliminazione contro la Macedonia e dopo dalla fuga verso l’Arabia Saudita. Altra possibilità è quella di Antonio Conte che ha dato tutto nel biennio 2014-2016 portando l’Italia ai quarti di finale dell’Europeo dove è uscito solo ai rigori contro la Germania pur non avendo giocatori di talento. La pista più suggestiva è quella che porta a Pep Guardiola, plurivincitore di Premier League e Champions.

Servirà la fortuna che di certo è mancata recentemente. Chi ha relegato l’Italia ai secondi posti dei gironi in queste ultime tre qualificazioni mondiali (Spagna, Svizzera e Norvegia) era ai quarti di finale di questo Mondiale e quindi tra le migliori otto nel mondo. Prima del calcio d’inizio di questo Mondiale eravamo al 13° posto del ranking. Manca qualcosa e dobbiamo capire cosa. Sicuramente una stella, un leader capace di risolvere i problemi con il talento. Ma non solo. Occorre fare delle scelte coraggiose come aumentare i giorni a disposizione delle Nazionali prime delle gare decisive.

A Maldini il compito di rilanciare il calcio italiano, reduce da tre mancate qualificazioni ai Mondiali. Non mancano gli obiettivi a breve termine: subito Nations League, poi Europei e speriamo anche Olimpiadi, il Mondiale del 2030 e di nuovo l’Europeo da organizzare in casa, insieme alla Turchia, nel 2032.

Maldini ha legato la sua storia calcistica al Milan e all’Italia da giocatore e ora anche dalla scrivania. Con la Nazionale sono state ben 126 le partite giocate e una sfilza di secondi e terzi posti dall’Europeo del 1988 ai Mondiali del 1990 e 1994 senza dimenticare la competizione continentale sfuggita all’ultimo secondo del 2000 passando da un’eliminazione senza mai perdere nella rassegna iridata del 1998 con il padre Cesare come ct in Francia. Nel Milan berlusconiano la gloria tra Scudetti e Champions League fino al Mondiale per club del 2007 ed il ritiro nel 2009. Sempre in rossonero la gioia di uno Scudetto contro ogni pronostico nel 2022 e una semifinale europea l’anno dopo. Da quando è stato allontanato da Cardinale, il Milan ha fatto fatica e non ha più quel feeling con i tifosi. La serietà come punto di forza insieme al rapporto con i giocatori: Maldini punta molto sull’uomo. E’ un umanista che mette determinati calciatori, dopo averli individuati seguendo delle caratteristiche, al centro del progetto.

Una sorpresa è quella di Leonardo che torna al lavoro dopo quattro anni dall’esperienza vissuta con il Paris Saint Germain. Il brasiliano ha uno stile di ricerca del bel gioco, ama il talento e lo predilige al fisico. Tutto questo potrebbe rivelarsi una inversione di tendenza rispetto a questi anni, contraddistinti dalla ricerca del giocatore alto e di progressione. Ai tempi del Milan, Leonardo è riuscito a convincere le proprietà a puntare su Kaka che ai tempi era un semisconosciuto talento giovanissimo veloce ma esile e successivamente su Paqueta che nel tempo si è rivelato un giocatore utile ovunque è andato e ha fatto parte della Nazionale anche in questo Mondiale. Leonardo è un filosofo anche un po’ romantico: famosa la richiesta ad Anna Billò di sposarlo in diretta televisiva. Conosce molte lingue, studiate nel suo percorso calcistico che lo ha visto fare un’esperienza in Giappone nel mezzo della sua carriera.

I giovani di prospettiva non mancano al calcio italiano, a Maldini e Leonardo il compito di puntare su di loro e creare un sistema basato su riforme chiare che sono mancate in tutti questi anni dove abbiamo fatto molte chiacchiere e pochi fatti.

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