Albuccione, accordo storico dopo decenni di attesa: la Regione e i Comuni siglano il riscatto dei terreni dell’ex Santo Spirito

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Una ferita urbanistica rimasta aperta per decenni nel quadrante nord-est della provincia romana comincia finalmente a rimarginarsi. Nella sala conferenze della Chiesa di Nostra Signora di Lourdes, a Guidonia Montecelio, la Regione Lazio e le amministrazioni comunali di Tivoli e Guidonia hanno siglato un’intesa storica per la riqualificazione e la rigenerazione urbana dei terreni dell’ex Pio Istituto Santo Spirito, nell’area di Albuccione. Un passaggio istituzionale decisivo che mette la parola fine a una paralisi amministrativa che si trascinava da generazioni, restituendo certezze sociali, ambientali e di legalità a un territorio cerniera tra i due grandi comuni.

L’accordo delinea una strategia integrata che vede coinvolti non solo gli enti locali e la Pisana, ma anche la Asl Roma 5, proprietaria originaria di una parte delle aree. L’obiettivo è superare le profonde criticità patrimoniali e avviare una trasformazione radicale di spazi per troppo tempo lasciati ai margini.

Il piano finanziario e la spinta della Pisana

La svolta è il risultato di un complesso iter burocratico accelerato negli ultimi mesi. La Giunta regionale del Lazio ha formalizzato lo schema di accordo stanziando una prima tranche di 100.000 euro (ripartiti equamente tra il 2026 e il 2027) destinati esclusivamente alle complesse attività tecniche, catastali e amministrative necessarie a mappare i terreni. A stretto giro, a metà ottobre, la Asl Roma 5 ha approvato le deliberazioni che definiscono i passaggi per il trasferimento dei beni alla Regione Lazio, propedeutico alla successiva acquisizione da parte dei due Comuni.

“Questo intervento rientra nel piano straordinario di dismissione e valorizzazione del patrimonio avviato dalla giunta Rocca”, ha spiegato Fabrizio Ghera, Assessore regionale al Demanio e al Patrimonio. “L’obiettivo prioritario è sottrarre all’abbandono luoghi che hanno un valore potenziale enorme per le comunità locali, restituendoli alla pubblica fruizione dopo anni di attese e promesse mancate”.

Il fronte dei sindaci: “Più sicurezza, servizi e tutela ambientale”

La sinergia tra le due sponde del territorio tiburtino e guidoniano rappresenta il vero motore dell’operazione. Per il sindaco di Tivoli, Marco Innocenzi, l’intesa cancella una condizione di incertezza intollerabile: “Stiamo compiendo un passo concreto verso il riordino delle aree, con una forte attenzione alla sicurezza, al ripristino della legalità e al miglioramento dei servizi di prossimità per i residenti. È una risposta attesa da decenni da tutta la cittadinanza”.

Sulla stessa linea il primo cittadino di Guidonia Montecelio, Mauro Lombardo, che ha voluto porre l’accento sulle potenzialità di sviluppo sostenibile del quadrante: “La collaborazione istituzionale dimostra che si può coniugare l’interesse pubblico con lo sviluppo e la tutela del paesaggio. Trasformeremo un’area oggi inutilizzata e problematica in una grande opportunità di crescita e rigenerazione per l’intera comunità”.

La sfida tecnica: ricostruire il catasto

Nonostante l’entusiasmo politico, la strada verso la conclusione definitiva dell’iter richiederà ancora scadenze serrate e un meticoloso lavoro di ingegneria burocratica. I tecnici dovranno infatti ricostruire da zero la situazione catastale e patrimoniale dei singoli lotti, parcellizzati e stratificati da anni di mancate trascrizioni. Solo dopo questo censimento si potrà procedere alla programmazione dei nuovi spazi pubblici, salvaguardando i vincoli ambientali e paesaggistici che insistono sull’area. La strada è tracciata, e per la prima volta Albuccione vede intravedersi il proprio futuro urbano.

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