Roma si riprende il Flaminio Real a Tor di Quinto, Onorato: “L’undicesimo impianto che restituiamo alla legalità” 

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Dopo anni di contenzioso, il Consiglio di Stato dà ragione a Roma Capitale. L’impianto di via Tor di Quinto 57 era gestito da un concessionario moroso che incassava oltre 233 mila euro l’anno di subaffitti senza mai versare il canone al Comune.

Questa mattina (mercoledì 15 luglio) gli uomini del Dipartimento Sport e agenti della Polizia Locale hanno eseguito lo sgombero e la ripresa materiale della struttura, al termine di un iter giudiziario durato anni. A dare la notizia è l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato. Nelle scorse settimane è arrivata la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha confermato l’atto di decadenza della concessione disposto dal Dipartimento Sport nell’ottobre 2024.

Il concessionario, la società Flaminio Real, è risultato moroso per oltre 1,5 milioni di euro. Secondo l’accordo di concessione, avrebbe dovuto corrispondere al Comune 145 mila euro l’anno, sotto forma di servizi di manutenzione del verde su aree indicate dall’amministrazione o, in alternativa, in denaro. Una somma che non è mai arrivata nelle casse comunali. A questo si aggiunge il mancato rispetto degli obblighi di investimento: il progetto di ammodernamento da 4,5 milioni di euro presentato in fase di bando e che ne aveva determinato l’aggiudicazione, non è mai stato realizzato.

Si è così configurato quello che lo stesso Onorato ha definito un paradosso surreale. All’interno dell’impianto operano infatti almeno 20 associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno sempre pagato regolarmente l’affitto al concessionario, per un totale di oltre 233 mila euro l’anno. Soldi incassati dal privato, mentre il Comune rimaneva creditore.

“Ringrazio gli uffici del Dipartimento Sport e gli agenti della Polizia Locale per il supporto durante l’operazione di questa mattina”, ha commentato l’assessore. Nessuno stop per lo sport. La continuità gestionale e sportiva verrà garantita da Zetema Progetto Cultura, la società in house di Roma Capitale, che prenderà in carico l’impianto in via transitoria. Tutte le realtà sportive attualmente in subaffitto potranno quindi proseguire regolarmente le loro attività senza interruzioni.

Il prossimo passo sarà la pubblicazione di un nuovo bando pubblico, gestito in totale trasparenza, per affidare la gestione a lungo termine della struttura. I futuri gestori dovranno attenersi rigorosamente alle norme e alle tariffe comunali.

Quello di Tor di Quinto è l’undicesimo impianto sportivo comunale recuperato dall’amministrazione capitolina. Un’operazione più ampia che, secondo i dati diffusi da Onorato, ha già permesso di far rientrare nella legalità strutture che accumulavano complessivamente oltre 30 milioni di euro di morosità e abusi edilizi.

“È l’11° impianto dove, dopo anni di abusi e morosità, abbiamo fatto tornare legalità, trasparenza e giustizia. Una rivoluzione a cui nessuno credeva ma che, tra ostacoli e minacce, vogliamo portare avanti. Nelle prossime settimane continueremo in questa operazione”.

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