Vent’anni fa l’Italia del calcio vinceva la coppa del mondo. Dopo l’anno terribile dello scandalo del calcio scommesse, l’estate del 2006 ci regala un pallone d’oro a Cannavaro e la finale vinta contro la Francia in terra di Germania. Padroni del calcio mondiale: Totti, Del Piero, Pirlo, Cannavaro e Grosso, poi sparito dall’Olimpo del calcio giocato, eroi nazionali. Gli italiani giravano il mondo indossando orgogliosamente la maglia della nazionale, lasciando i problemi del paese chiusi a chiave nei cassetti della propria coscienza.
Dopo il mondiale tedesco, la figuraccia in Sud Africa del 2010 (eliminati nella fase a gironi), stessa sorte nel 2014 in Brasile. Poi, per i successivi 12 anni, la nostra nazionale non è più approdata nemmeno alla fase a gironi dei mondiali di Russia, del Quatar e degli USA-Messico-Canada.
Malgrado i successi dei nostri colori nel tennis, nella pallavolo e in altri sport “minori”, il calcio è e rimane lo sport del popolo italiano, il racconto di un paese cresciuto nei cortili delle case, nei campi di pozzolana delle parrocchie, negli arenili scomposti dal vento e dall’incuria.
Un pallone, quattro stracci come pali per le porte e tanta gioia nel cuore. Si emulavano i gesti dei campioni, ci si sentiva parte dei trionfi dei nostri eroi, il tempo spariva, si viveva il momento, un momento lungo una vita. Il declino del calcio italiano è un male oscuro che sbiadisce piano piano alcuni tratti culturali italiani e traccia una linea temporale di netta separazione tra chi ha vissuto le giornate eroiche dei successi mondiali e chi non ha mai nemmeno visto una partita dell’Italia calcistica nel massimo campionato. Ne deriva un attaccamento morboso ai colori della propria squadra del cuore e un senso di distacco dalla nazionale.
Si torna all’Italia dei comuni, dei rioni, dei campanili, e il cuore batte più lento, più triste e il tempo diventa melma che invischia e, alleato alla noia, ci estranea dal qui e ora, per aprire le porte ad una inconsistente realtà virtuale che non è noi e nulla ha a che fare con l sogni.
Firmato: NEEMIA







