Discariche abusive lungo le provinciali, dopo 11 anni l’intesa tra Campidoglio e CMRC per le bonifiche: si useranno i soldi delle multe

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Avranno vita più breve, almeno nelle intenzioni, le discariche abusive che costellano le strade provinciali nel territorio di Roma Capitale. Dopo undici anni di attesa, Roma Capitale e Città Metropolitana hanno siglato l’accordo operativo che disciplina competenze e costi per la bonifica delle aree dove vengono sversati illegalmente rifiuti ingombranti e, nei casi più gravi, tossici.

La delibera è stata approvata dalla giunta del sindaco Roberto Gualtieri lo scorso 27 agosto. Un atto che, di fatto, dà attuazione a un protocollo quadro firmato nel settembre del 2015 e rimasto fino a oggi lettera morta.

Competenze divise, intervento in due tempi

L’intesa chiarisce finalmente chi fa che cosa, in un rimpallo di responsabilità che per anni ha allungato i tempi degli interventi.

Alla Città Metropolitana di Roma Capitale, in quanto ente proprietario delle strade, spetterà l’onere della raccolta e del trasporto dei rifiuti verso gli impianti di recupero o le discariche autorizzate.

A Roma Capitale, in quanto ente territorialmente competente, spetterà l’esecuzione materiale dell’intervento attraverso Ama Spa, con i relativi costi di trattamento, recupero e smaltimento.

Una divisione di competenze non solo operativa, ma anche economica, che punta a superare le lungaggini burocratiche emerse con forza anche nelle ultime settimane, quando diversi incendi divampati a ridosso di cumuli di rifiuti abbandonati lungo le consolari – dalla Collatina alla Pontina – hanno reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco in aree di confine tra competenze.

Il nodo sciolto: i soldi degli autovelox

A sbloccare un’impasse durata undici anni è stata una norma statale. Fino a oggi, infatti, mancava la base giuridica per finanziare le bonifiche.

La svolta è arrivata con il decreto legge 95 del 2025 e, in particolare, con l’articolo 2, comma 0-bis, recepito dal decreto del sindaco metropolitano n. 158 del novembre 2025. La nuova disposizione consente agli enti locali di destinare fino al 10 per cento dei proventi derivanti dalle sanzioni per violazioni del Codice della Strada — compresi quelli degli autovelox — alla copertura delle spese per la bonifica.

È la stessa partita che riguarda, ad esempio, gli impianti di rilevazione della velocità sulla via Laurentina, divenuti negli ultimi mesi un incubo per migliaia di pendolari tra sanzioni superiori ai mille euro e ritiri di patente.

Secondo l’intesa, per il 2026 la Città Metropolitana ha già trasferito a Roma Capitale una prima tranche di 300 mila euro. Il Campidoglio, dal canto suo, interverrà in regime di extra-Ta.Ri., ossia con fondi estranei alla tassa sui rifiuti pagata dai cittadini. Un modello già sperimentato. Solo nel 2024, secondo i dati del Dipartimento Ambiente, l’amministrazione ha eseguito circa 250 interventi di ripristino del decoro in oltre 175 aree degradate, con uno stanziamento di circa 5 milioni di euro, raddoppiato rispetto all’anno precedente.

Un modello esportabile?

L’interrogativo, ora, riguarda gli altri Comuni della Città Metropolitana. L’impianto normativo introdotto dal decreto del 2025 ha validità nazionale e si applica a tutte le Province e le Città Metropolitane. Ciò significa che lo stesso schema di collaborazione potrà essere replicato da altri municipi – da Monterotondo a Guidonia Montecelio, da Pomezia a Fiumicino – per le tratte di strade provinciali ricadenti nel proprio territorio.

Resta fuori dall’accordo, tuttavia, l’enorme partita delle discariche abusive su strade comunali, regionali e, soprattutto, su aree private. A Roma, secondo le stime del Campidoglio, se ne contano circa 700, il cui controllo resta affidato a un difficile lavoro di coordinamento tra Polizia Locale e Dipartimento Ambiente.

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