Il diario di Bridget Jones: 25 anni dopo

Sara Pietropaoli
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2 Minuti di lettura
Il diario di Bridjet Jones

Ogni ragazza, almeno una volta nella vita, si è rivista nell’impacciata Bridget Jones. Una giovane donna in carriera molto goffa, che vive alti e bassi della vita sentimentale. Un diario per riprendere in mano una vita incasinata e un triangolo amoroso: da un lato il suo seducente capo Daniel Cleaver, dall’altro la sua burbera conoscenza d’infanzia Marc Darcy.

Tra scene cliché del genere romantico volutamente grottesche e riferimenti ai grandi classici della letteratura inglese, Il diario di Bridget Jones ha riscritto le regole delle romcom, rilanciando il genere nelle sale cinematografiche. Bridget è un’eroina di tutti i giorni, con i suoi drammi e le sue insicurezze, ma che rivendica fortemente la sua indipendenza senza mandarle a dire.

Venticinque anni dopo, questo film continua ad essere uno dei più amati dal grande pubblico. Alcuni aspetti, però, tradiscono il passare del tempo. L’ossessione per la forma fisica di Bridget, giudicata “grassottella” secondo gli standard di quegli anni, oggi appare decisamente fuori luogo. Eppure è proprio questo uno dei punti di forza che ha reso questo film immortale: è la sincerità con cui viene raccontata la vita di Bridget. È una donna normale, con un lavoro e gli amici di sempre che impara ad amare e ad amarsi “così come si è”.

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