È scontro aperto sul futuro di Piazza della Libertà, per tutti la storica Piazza delle Erbe. Quella che doveva essere una semplice opera di riqualificazione si è trasformata in un caso politico, ambientale e di trasparenza amministrativa. Italia Nostra – Sezione Aniene e l’associazione Centro Storico in Movimento hanno notificato una diffida formale al Comune di Monterotondo e presentato un esposto all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione), per chiedere lo stop immediato al progetto del parcheggio interrato da 160 posti che comporterebbe il taglio di 24 alberi di altro fusto. Nei giorni scorsi, intanto, sono cominciati i sondaggi di cantiere nell’area della piazza.
Al centro della diffida, il cuore dell’istruttoria
Le associazioni, che hanno partecipato attivamente alla Conferenza di Servizi depositando osservazioni e memorie, contestano le risposte dell’amministrazione e parlano di “gravi ed evidenti carenze nella documentazione necessaria per l’atto autorizzativo, soprattutto riguardanti il parere paesaggistico e la relazione idrogeologica”. Una documentazione, spiegano al quotidiano Fanpage, ottenuta “non senza difficoltà” e dalla cui analisi “emergono errori, incongruenze e criticità che riteniamo estremamente gravi”. “Un progetto che incide – dicono – sul patrimonio arboreo esistente, sull’identità storica della piazza, sul microclima urbano e la qualità ambientale”.
Il nodo del verde: 24 alberi sacrificati
Il dato più dirompente è quello ambientale. Il progetto prevede l’abbattimento di 24 alberi ad alto fusto. Tigli, Platani e Olmi maturi che oggi garantiscono ombra, assorbimento di CO2 e sono habitat per la fauna urbana. La compensazione proposta dal concessionario – 31 nuovi alberelli, in gran parte collocati in vasche prefabbricate di appena 60 cm – 1 metro di terra sopra la soletta dell’autorimessa – per i comitati che si battono a difesa della piazza è inaccettabile. Specie ornamentali a sviluppo ridotto, come peri da fiore, che non restituiranno mai gli stessi benefici ecosistemici. Il rischio, denunciano, è trasformare la piazza in una nuova isola di calore.
Il modello: project financing e 1500 strisce blu
L’opera, va ricordato, non verrà realizzata con fondi pubblici diretti. È un project financing sviluppato da Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) che ha ottenuto la concessione e in cambio della costruzione del parcheggio interrato otterrà la gestione per 21 anni e la rimodulazione di tutta la sosta a pagamento, fino a 1500 stalli blu sul territorio comunale, al momento inesistenti. Un modello di mobilità che, secondo le associazioni, è privato e a pagamento.
Il fabbricato spuntato nei rendering del 21 luglio
Come se non bastasse, a far esplodere definitivamente il dibattito è quanto emerso durante l’assemblea pubblica del 21 luglio in aula consiliare. Nei rendering mostrati, e negli atti di gara, spunta un elemento mai discusso a fondo prima. Un nuovo fabbricato di 4 livelli in vetro e acciaio, per circa 540 mq destinati ad attività commerciali, ben diverso dall’iniziale proposta di raddoppio dell’edificio ex Pro Loco. La cessione dell’ex Pro Loco e la costruzione di questo nuovo edificio risulterebbero parte del corrispettivo riconosciuto al concessionario per garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’operazione. Il particolare sfuggito finora al dibattito, lo ha denunciato con forza Luisa Valle, consigliere comunale di opposizione con la lista civica Monterotondo Bene Comune. “Ma come si è passati dal progetto base di gara alla variante attuale e quali saranno proprietà, disponibilità e destinazioni future dei locali non è scritto da nessuna parte, salvo che nei discorsi aleatori attorno al rendering dell’assemblea del 21 luglio scorso. Siamo sicuri che per rendere fruibile la piazza ai cittadini serva proprio questa costruzione, proprio in quel luogo e di quelle dimensioni?”, ha detto Valle.
La replica del sindaco Varone
Riccardo Varone difende la regolarità dell’iter e l’intero progetto. “La Soprintendenza già nel 2020 aveva espresso un giudizio sostanzialmente favorevole all’intervento. Per gli aspetti paesaggistici e archeologici il parere favorevole era subordinato ad una serie di prescrizioni tutte recepite”. Ma ora la parola passa all’Anac e agli uffici comunali, chiamati a rispondere alla diffida. Mentre comitati continuano a chiedere che “la partecipazione non sia ridotta a una formalità” e che il progetto venga rivisto prima di una scelta che definiscono irreversibile per il centro storico di Monterotondo.







