Il 23 giugno del 1926 nasceva a Montefeltro Arnaldo Pomodoro. Scultore e orafo, insieme al fratello Giò e a Giorgio Perfetti fonda il gruppo 3P, attivo nel design e delle arti, e collabora con esponenti di rilievo come Lucio Fontana.
Sin dagli anni ’50 emerge il suo stile caratterizzato dalle forme geometriche tridimensionali. Sfere, coni, piramidi vengono spezzate da segmenti ispirati alla scrittura arcaica dei sumeri e degli ittiti. La carica simbolica dietro la sua arte è molto potente: tutto è racchiuso nell’oggetto, espressione dell’armonia tra caos e forma. Se si osservano da vicino le sculture, gli squarci sembrano mostrare degli ingranaggi, un mistero interno portato alla luce. Il materiale prediletto di Pomodoro è il bronzo lucido: l’ambiente circostante che si riflette su di esso viene deformato, donandone così una nuova prospettiva.
Le sculture di Arnaldo Pomodoro sono in tutto il mondo. Le più celebri, sono sicuramente le sfere: dalle Nazioni Unite di new York, alla Farnesina e i Musei Vaticani a Roma, queste sculture sospese nel tempo e nello spazio lo hanno sicuramente consacrato all’Olimpo degli scultori contemporanei. Oltre alla scultura, non mancano progetti architettonici, come la cantina Carapace a Bevagna, e scenografie legate al melodramma e al teatro classico greco. Grazie al suo lavoro Pomodoro ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio alla Scultura alla biennale di San Paolo nel 1963 e Venezia nel 1964 e la laurea honoris causa in Lettere al Trinity College di Dublino e in Ingegneria Edile e Architettura all’Università di Ancona.







