Roma Capitale, conto alla rovescia per la “Fascia Verde”: cosa potrebbe cambiare dal 1° novembre

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Per decine di migliaia di automobilisti romani è tornata la spada di Damocle di ogni autunno: la Ztl “Fascia Verde”. Cosa succederà dal 1° novembre 2026? La domanda rimbalza nei gruppi di quartiere, nelle chat di condominio e nelle officine di mezza città. Quel giorno, infatti, scadrà l’ordinanza n.14 del 2025 firmata dal sindaco Roberto Gualtieri, che fino ad ora ha regolato gli accessi nell’anello più grande della Capitale.

Il timore, mai sopito, è sempre lo stesso: che scatti il divieto per le diesel Euro 4 ed Euro 5, inizialmente previsto dal vecchio Piano di risanamento della qualità dell’aria ereditato dalla giunta regionale guidata da Nicola Zingaretti. Un piano che, però, è stato profondamente riscritto.

Il nodo del Piano Aria e i diesel “salvati”

A disinnescare la tagliola è stata, lo scorso anno, la Regione Lazio. Dopo mesi di confronto, l’assessorato all’Ambiente guidato da Elena Palazzo ha approvato le modifiche al Piano varato ai tempi dell’assessore 5Stelle Roberta Lombardi. Il vecchio testo prevedeva lo stop progressivo a tutti i motori endotermici fino ai diesel Euro 5. La nuova versione, forte di un miglioramento dei dati sulla qualità dell’aria e del graduale rinnovo del parco circolante, ha introdotto un meccanismo di misure compensative. In pratica, ha dato ai Comuni – e soprattutto a Roma – la possibilità di evitare il blocco dei diesel più recenti se in grado di dimostrare interventi alternativi per l’abbattimento delle emissioni. Una leva che il Campidoglio ha subito utilizzato.

Cosa prevede l’ordinanza in scadenza

Sulla base del nuovo Piano regionale, il 30 ottobre 2025 Gualtieri ha firmato l’ordinanza che disciplina la Fascia Verde dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2026. Il testo, tuttora in vigore, prevede il divieto di accesso e circolazione h24, dal lunedì al sabato – festivi infrasettimanali esclusi – per autoveicoli a benzina e gasolio Pre Euro 1, Euro 1 ed Euro 2, e ai diesel Euro 3. Ciclomotori e motoveicoli a benzina Pre Euro 1 ed Euro 1 e ai diesel Pre Euro 1, Euro 1 ed Euro 2. Una linea considerata di compromesso e, per questo, accolta con sollievo da molti. Di fatto, venivano “salvati” i diesel Euro 4 ed Euro 5, che secondo il piano originario avrebbero dovuto fermarsi.

Verso una proroga senza sorprese

Ed è su questa linea che, secondo quanto si apprende, il Campidoglio intenderebbe muoversi anche per i prossimi dodici mesi. Prima della scadenza di fine ottobre, il sindaco dovrebbe firmare una nuova ordinanza sostanzialmente fotocopia della precedente. Nessuna stretta, quindi, per la Fascia Verde. Non dovrebbero cambiare né le categorie di veicoli interessate né l’impianto generale delle deroghe, tradizionalmente previste per alcune categorie – dai veicoli per persone con disabilità ai mezzi per servizi essenziali, il cui elenco dettagliato sarà contenuto nel nuovo provvedimento. Resta sullo sfondo un dato di fatto che a Roma tutti conoscono: i divieti della Fascia Verde esistono da anni sulla carta, ma i controlli effettivi, affidati a un sistema di varchi ancora incompleto, sono rimasti finora largamente teorici.

La firma è attesa negli ultimi giorni di ottobre. Per gli automobilisti romani, almeno per un altro anno, la rivoluzione annunciata non ci sarà.

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