Bastano due comunicati stampa, diramati a poche ore di distanza, per capire che dentro Forza Italia a Guidonia Montecelio la partita per le Comunali del 2027 è già una resa dei conti.
Da una parte Marianna De Maio, membro del direttivo cittadino e dall’altra Alfonso Masini, il capogruppo azzurro in consiglio comunale. Stesso partito, stesso oggetto – il futuro prossimo dell’amministrazione guidata da Mauro Lombardo – ma due linee politiche che non sembrano coincidere. Tanto che la seconda, di fatto, smentisce la prima.
Il primo documento, quello dell’area De Maio, parte dalle dichiarazioni di Masini nell’ultimo consiglio comunale (l’8 ottobre scorso), le quali sarebbero la prova definitiva che Forza Italia ha scelto la continuità con il sostegno a Lombardo nelle elezioni del 2027. Nel comunicato viene riconosciuto il lavoro svolto dall’amministrazione uscente e dal sindaco, e garantito l’appoggio pieno del partito alla sua ricandidatura. “Una linea – si legge – sostenuta sin dal congresso cittadino” da alcuni iscritti e dirigenti, che ora troverebbe finalmente conferma ufficiale.
Un comunicato manifesto dell’anima “liberale e governista del partito” rivendicata dall’ex consigliera comunale, con cui De Maio disegna una “Forza Italia popolare, europeista, ancorata al PPE, capace di guardare a destra senza rinunciare ai propri valori, al pluralismo e alla propria autonomia”. Un partito che deve arginare gli estremismi e che per questo trova naturale aggregarsi attorno a un progetto amministrativo già collaudato. L’appello finale è all’unità interna. Contro “veti e contrapposizioni personali che in passato hanno indebolito il partito”.
A distanza di ore, però, Masini chiamato in causa come alfiere del lombardismo, firma un testo di segno opposto. Un comunicato secco, di chiarimento e, al tempo stesso, di rottura con la linea De Maio.
Il capogruppo ristabilisce, intanto, la gerarchia. “La posizione ufficiale di Forza Italia è quella espressa dal segretario cittadino Valerio Massini, in pieno accordo con i vertici provinciali, regionali e nazionali”, scrive Masini. E aggiunge, con una stoccata diretta a De Maio: “Le posizioni individuali sono legittime, ma non possono essere confuse con quella ufficiale del partito”.
Poi, il capogruppo forzista, entra nel merito politico e fa emergere il vero nodo: il sostegno a Lombardo per il 2027 non è affatto acquisito, ma condizionato. Forza Italia, scrive Masini, “ha chiesto espressamente al sindaco una rappresentanza in giunta che sia di diretta espressione del partito” già per questi ultimi mesi di consiliatura. Una richiesta “semplice e trasparente”, a cui però Lombardo avrebbe finora risposto in modo “vago e privo di indicazioni concrete”. Generico e astratto anche quanto ha detto in consiglio comunale, sollecitato da più parti sull’argomento.
Ed è qui che arriva l’ultimatum che potrebbe cambiare lo scenario dei prossimi mesi. “Ci aspettiamo una risposta chiara nei prossimi giorni, perché il tempo è ormai quasi scaduto”, scrive Masini. In assenza di una risposta, “già a metà settimana apriremo un tavolo di confronto con tutte le forze di opposizione, per ragionare sulla costruzione di un’alternativa politica reale, credibile e concreta”.
La frizione tra le due anime azzurre si consuma, dunque, su più livelli. Il primo è quello della rappresentanza, su chi abbia titolo a parlare per Forza Italia a Guidonia. Per De Maio, lo stesso Masini e la base congressuale. Per Masini, solo il segretario cittadino che di quella base congressuale è l’espressione. Il secondo livello sembra riguardare il metodo con il quale condurre le trattative, da una parte il sostegno incondizionato in nome della continuità amministrativa, dall’altra il sostegno condizionato all’ingresso in giunta di Forza Italia.
Il terzo livello, il più politico, riguarda, invece, la prospettiva. Da una parte l’idea di un partito che si mette al servizio del sindaco uscente tout court, dall’altra quella di un partito che rivendica un peso autonomo e, se non ascoltato, pronto a farsi alternativa con una FI in alleanza perfino con il Partito democratico. Mentre Mauro Lombardo si ritrova destinatario di un aut aut. Concedere una poltrona in giunta come pegno politico o prepararsi a ritrovarsi contro, nel 2027, almeno un pezzo di Forza Italia con il suo simbolo?.








