Un esercito di 1.800 nuovi dispositivi salvavita è pronto a ridisegnare la mappa della sicurezza sanitaria a Roma. La Capitale si prepara a diventare una delle città più cardioprotette d’Europa grazie al piano “RomadefiBRILLA”, la nuova delibera presentata in Campidoglio nella Sala delle Bandiere martedì 20 ottobre e destinata ad approdare a giorni in assemblea capitolina. La misura introduce una svolta normativa senza precedenti per il tessuto commerciale romano. Entro il 31 ottobre 2027, tutti i bar e i ristoranti con una superficie superiore ai 250 metri quadrati avranno l’obbligo di installare un defibrillatore automatico (DAE) nei propri locali. Il Comune di Roma Capitale prevede l’organizzazione di corsi di primo soccorso e di formazione per il personale addetto all’uso dei dispositivi. La geolocalizzazione permetterà l’inserimento di tutti gli apparecchi all’interno di un’unica applicazione digitale, consentendo a chiunque di individuarli rapidamente in caso di emergenza.
Una rete in espansione contro l’arresto cardiaco
Attualmente la misura interessa direttamente 1.800 attività già censite, ma il numero è destinato a crescere. L’obbligo verrà infatti inserito in modo permanente nella revisione del regolamento comunale per la ristorazione, vincolando così anche tutti i locali di prossima apertura. Il provvedimento, nato dal dialogo e dalla collaborazione con Confcommercio Roma, punta a raddoppiare l’attuale dotazione di DAE presenti sul territorio della provincia, fermi oggi a quota duemila. Si tratta di una corsa contro il tempo per contrastare i numeri dell’emergenza: nella sola città di Roma si registrano infatti circa tremila crisi cardiache ogni anno, eventi in cui la presenza di un dispositivo a pochi metri di distanza può fare la differenza tra la vita e la morte.
Alleanza tra istituzioni, scienza e commercianti
Il piano non si limita alla semplice fornitura della strumentazione, ma punta a creare una vera e propria cultura del primo soccorso. Il coordinamento scientifico delle attività di formazione e il monitoraggio dell’efficacia del progetto saranno affidati al dipartimento di Scienze mediche e cardiovascolari dell’Università La Sapienza. Al fianco del Comune e dei commercianti scende in campo una fitta rete di partner istituzionali e del terzo settore: Ares 118, l’Irccs Lazzaro Spallanzani, la Fondazione Giorgio Castelli, Rete Emergenze Odv e l’associazione “E il tuo cuore batte ancora”. Fondamentale sarà anche il ruolo di Farmacap e delle realtà associative che si occuperanno di addestrare il personale dei locali all’utilizzo corretto dei dispositivi.
Il commento del sindaco
“Un’iniziativa utile e bella per tutelare la salute sul territorio e costruire una collaborazione solida con gli esercenti e i cittadini”, ha commentato il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, anticipando un’approvazione lampo della delibera nei prossimi giorni. Il primo cittadino ha voluto ricordare anche il recente precedente dello scorso luglio, quando 33 defibrillatori sono stati donati ai tassisti romani, ribadendo l’obiettivo strategico della giunta: “L’idea è diffondere capillarmente sia lo strumento che la conoscenza necessaria per usarlo”.








