Non servivano striscioni né slogan urlati. È bastato un gesto. Così, martedì 8 luglio, al tramonto, un gruppo numeroso di cittadini si è stretto mano nella mano in Piazza della Libertà (già Piazza delle Erbe) formando un enorme cuore umano. Al centro, i 24 platani che l’amministrazione comunale vorrebbe abbattere per far spazio al contestato progetto del nuovo parcheggio interrato.
Il flash mob dell’8 luglio
Bambini con le magliette disegnate a mano, famiglie con i passeggini, giovani, nonni. Persone con storie e idee politiche diverse, unite da un obiettivo che ieri sera è diventato immagine: difendere un pezzo di città che sentono proprio. Le foto che stanno circolando sul web raccontano più di mille comunicati. Volti emozionati, mani che si cercano, lo sguardo verso le chiome degli alberi. È la Monterotondo che chiede, senza alzare la voce, di essere ascoltata.
Perché quegli alberi dividono
Il nodo è il progetto di riqualificazione di Piazza della Libertà. La giunta lo difende come un’opera necessaria per aumentare i posti auto in centro e decongestionare il traffico. Una parte crescente della città, però, lo legge come una ferita: abbattere 24 alberi adulti, piantati da decenni, significherebbe cancellare ombra, storia e identità della piazza. “Non siamo contro i parcheggi. Siamo contro l’idea che l’unica soluzione sia tagliare”, ripetevano ieri sera diversi partecipanti.
L’appello al sindaco Riccardo Varone e alla giunta
Il messaggio arrivato dalla piazza è netto e, per una volta, bipartisan: “Ripensateci. Ripensateci finché siete in tempo”. Il timore espresso da comitati e cittadini è che Piazza della Libertà diventi il simbolo di una scelta calata dall’alto, non condivisa. “Abbattere questi alberi lascerebbe una ferita profonda nel rapporto tra cittadini e istituzioni. Una ferita che rischia di non rimarginarsi più”, hanno detto gli organizzatori del flash mob.
Il coraggio di fermarsi
Nel dibattito pubblico si parla spesso di coraggio come capacità di andare avanti “a tutti i costi”. Ieri sera la piazza ha ribaltato il concetto: il vero coraggio, per chi amministra, è fermarsi, ascoltare e valutare strade alternative. Spostare il parcheggio, riprogettare, salvare gli alberi e garantire comunque nuovi posti auto: le proposte tecniche sul tavolo non mancano, sostengono i comitati.
E ora?
Gli organizzatori promettono che la mobilitazione andrà avanti “con rispetto, con determinazione e con la forza della partecipazione”. Il messaggio finale è affidato ancora una volta agli alberi: “Loro non hanno voce. E fino a quando sarà necessario, saremo noi la loro voce”.
Intanto, quelle foto del cuore umano dell’8 luglio stanno già facendo il giro dei social. E pongono una domanda semplice all’amministrazione: una città che si abbraccia per difendere la sua piazza, si può ignorare?







