La Società del Travertino Romano (Str) ha fornito i materiali “più simili all’antico” per questo intervento contemporaneo già entrato nella storia; il consorzio di categoria (il Centro per la valorizzazione del Travertino Romano), che raggruppa le imprese estrattive del Distretto industriale di Tivoli e Guidonia Montecelio, ha speso tutto il suo know how nel progetto di recupero del Colosso; un’altra azienda (la Mariotti Spa) con maestria millimetrica si è occupata della messa a terra dei grossi blocchi. Un lavoro d’equipe che ha preso definitivamente forma martedì 17 marzo. Nel giorno delle celebrazioni per l’Unità d’Italia, l’amministrazione capitolina ha restituito al mondo il Parco Archeologico del Colosseo con l’inaugurazione “degli interventi di valorizzazione e riqualificazione degli ambulacri meridionali dell’Anfiteatro Flavio”, la cui sistemazione in sampietrini di epoca ottocentesca non consentiva più una corretta lettura del monumento effigie di Roma, una delle sette meraviglie del mondo.
L’area è ora a disposizione del pubblico. Dopo una fase transitoria in cui gli scavi archeologici, curati fin dal 2019 dall’Ente di tutela (il PArCO), avevano riportato alla luce alcuni blocchi in travertino antico, i quali, mantenuti e recintati, sono stati conservati ispirando la nuova pavimentazione, sempre in travertino: materiale accuratamente selezionato nelle cave del distretto industriale.
Il PArCO ha curato l’intera fase di recupero, comprese la direzione tecnica e scientifica, su progettazione dell’archistar Stefano Boeri, con la sponsorizzazione di Mapei Spa. Il progetto e il cantiere di lavoro sono stati realizzati sotto la direzione dell’ex Soprintendente Alfonsina Russo, con l’architetto Federica Rinaldi come Responsabile unico del procedimento (Rup) e Barbara Nazzaro come direttore lavori. Lavori conclusi a febbraio, con l’opera finalmente consegnata al futuro di Roma e dei milioni di turisti che ogni anno fanno del Colosseo la loro meta preferita. Gli interventi sono stati resi possibili grazie ai fondi di compensazione delle opere della Metro C e destinati al Parco archeologico del Colosseo come soggetto attuatore.
Filippo Lippiello, presidente del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano, ha parlato della grande “capacità delle aziende del distretto industriale di affrontare lavori di questo tipo, di un qualcosa che è talmente connotato nella pietra che rappresenta Roma, che non poteva che essere una azienda aderente al Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano a poter fornire un’opera storica importante, probabilmente la più importante al mondo”.
Il restauro degli originali blocchi di travertino, e la sistemazione dell’area archeologica degli ambulacri meridionali, aprono ora a cittadini e visitatori un settore del Colosseo finora non percepito come tale, permettendo l’uso pubblico di uno spazio finalmente ritrovato. La nuova pavimentazione permettere la fruizione al più ampio pubblico tramite rampe pensate e realizzate per i visitatori con difficoltà motorie. Il restauro ha interessato complessivamente una superficie totale di circa 1.300 mq.
