Una lettera aperta per chiedere che le vittime di violenza non restino senza aiuto. A prendere in mano carta e penna è l’associazione “8 marzo 2012” che torna a lanciare l’allarme rivolgendosi direttamente alle istituzioni. Oggetto della missiva, indirizzata alla Regione Lazio e al Comune di Tivoli, la mancanza di strutture e servizi, anche quelli base, che consentano alle donne di avere aiuto. Proprio in questi giorni il tema è tornato alla ribalta delle cronache a causa della protesta dei centri antiviolenza romani, a rischio chiusura, mentre il numero dei casi denunciati sale.
La lettera – appello di “8 marzo 2012”: a Tivoli nessun servizio
“La violenza, dentro e fuori le mura domestiche, è un reato.
Interessa alle Istituzioni del nostro territorio cercare di superare la violenza maschile nei confronti di donne, bambine e bambini? In campagna elettorale tutti i candidati a Sindaco hanno espresso interesse per la lotta alla violenza sulle donne. Il programma presentato dall’attuale Sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti prevedeva come una delle finalità della Casa del Benessere quella di “creare un circuito di accoglienza per le donne vittime di maltrattamenti”. Quanto hanno fatto concretamente le nostre Istituzioni per superare la violenza maschile nei confronti di donne, bambine e bambini?”, scrivono nella missiva le attiviste del gruppo e continuano rivolgendosi direttamente a Palazzo San Bernardino. “L’Amministrazione, già dotata di una Commissione per le Pari Opportunità, si è anche arricchita della consulenza dedicata sul tema, attraverso la figura di una Consigliera del Sindaco per le Politiche Comunali di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Gli strumenti sembrano esserci tutti. Le Associazioni del territorio impegnate sul tema, come 8marzo2012, sono state più volte accolte e convocate negli uffici comunali e, a seguito degli incontri, hanno presentato progetti e iniziative per il nostro territorio, volte al raggiungimento dell’uguaglianza di genere e alla prevenzione e al contrasto della violenza maschile nei confronti delle donne. Un dubbio: sono solo parole le vostre? Abbiamo a disposizione le leggi, le dichiarazioni d’intenti dell’Amministrazione, i contributi delle Associazioni locali. Tivoli però, per le donne, non trova ancora “una stanza tutta per loro” dove esse possano costruire saperi e buone pratiche, autonomia, libertà, partecipazione politica e diritti. Il diritto soprattutto di vivere libere dalla violenza. Ci chiediamo quanto abbia investito questa Amministrazione nel Bilancio Comunale per strutturare azioni che contrastino la violenza su donne e minori. Ci chiediamo se l’Amministrazione darà mai un seguito concreto ai progetti presentati per la formazione nelle scuole e per la realizzazione di una casa delle donne”.
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