Home città Guidonia Chiusura cave, i civici: “I 5S condannano Guidonia alla sorte di Detroit, città fantasma”

Chiusura cave, i civici: “I 5S condannano Guidonia alla sorte di Detroit, città fantasma”

Chiusura cave, i civici: “I 5S condannano Guidonia alla sorte di Detroit, città fantasma”

Scelgono un’immagine tremendamente efficace per raccontare quello che sta accadendo a Guidonia Montecelio, il polo civico di Aldo Cerroni vede nel declino della città la sorte drammatica toccata a Detroit, sopraffatta dal degrado, ferita dalla bancarotta, abbandonata. Il colpo inferto alle cave dall’amministrazione cinque stelle, è per i civici rappresentati in consiglio da Mauro De Santis, Mario Proietti e Mario Valeri, quello decisivo per condannare Guidonia. Insomma, la panoramica è chiara, come denunciata diverse volte in aula e fuori attraverso la portavoce Michela Pauselli, nella kermesse di bilancio di un anno di governo Barbet. Niente va come dovrebbe, dalle buche, all’ordinario che latita, ai parchi, la vivibilità è ridotta che più non si può, e ora si attacca il cuore del settore produttivo del territorio, quello estrattivo. In trent’anni Detroit si è trasformata, fino a essere un luogo da cui scappare. Chissà se di questo passo non toccherà anche a Guidonia diventare una ghost town.

Cave crisi “gravissima”. Un ferragosto che non si dimentica per Guidonia, per le imprese e per i lavoratori. Il bailamme è cominciato il 13 quando a un’azienda è stata notificata la revoca dell’autorizzazione. Tradotto, licenziamenti e chiusura. La prima di una serie, considerando che altre 11 attività sono a un passo dalla stessa sorte, avendo ricevuto predinieghi alle proroghe delle autorizzazioni per le stesse ragioni tecniche imputate dal comune all’azienda e da questa contestate, carte alla mano. Un disastro. I civici intanto accendono i riflettori sulle contraddizioni, il sindaco un mese fa brindava alla risoluzione delle dispute con il settore grazie alla mediazione regionale. E poi invece l’atto dalle conseguenze pesantissime. “La tempistica é decisamente significativa – criticano dal polo civivo -. Si é veloci e concreti su alcune questioni, in ritardo ed inefficienti su altro come ad esempio buche, potature, manutenzione giardini, proroghe ai servizi sociali. Inoltre il sindaco riesce persino a smentire se stesso”.

Il sindaco mente o il dirigente ha i superpoteri. “I fatti sono due – hanno aggiunto Mauro Valeri, Mauro De Santis e Mario Proietti -: o il sindaco ha mentito a tutti un mese fa, ed il suo progetto è sempre stato quello di chiudere le cave infischiandosene dei posti di lavoro persi e delle famiglie gettate nella disperazione, oppure il dirigente ha agito da solo sconfessando tutto ciò che ha detto l’amministrazione ed in tal caso sarebbe evidente che l’amministrazione non controlla nessun procedimento politico di indirizzo ed è assolutamente incapace di incidere. Di questo gliene chiederemo conto nel primo consiglio comunale utile. E’ chiaro a tutti che le dichiarazioni rilasciate dal sindaco non fanno altro che dimostrare l’enorme confusione che regna nel palazzo comunale e sfiorano il ridicolo”.

L’incubo Detroit. “Il destino di questa città – proseguono – sembra già delineato. L’edilizia è ferma, i piani urbanistici sono bloccati, il commercio è in grave sofferenza e come se non bastasse anche l’ultimo settore che ancora garantisce un livello decente di occupazione, tra diretto e indotto circa 2.000 famiglie, è stato messo in ginocchio da un’amministrazione miope e incapace e sospettiamo in mala fede. Per la nostra città si prospettano tempi duri.  Sembra di imboccare lo stesso viale del tramonto che ha imboccato Detroit, abbandono della città, degrado delle periferie che diventano realtà autonome ed incontrollabili, malessere sociale. I proclami non bastano più e non servono come non serve scaricare la colpa sugli altri. I cittadini sanno fare le loro deduzioni in perfetta autonomia. I cittadini sanno bene che quello che serve alla nostra città è un’amministrazione che sappia prendere decisioni forti, che sappia dare un indirizzo politico certo, che sappia governare gli eventi e non farsi governare da essi e tutto ciò nella direzione di una rinascita economica della nostra Guidonia Montecelio, perché senza una rinascita economica – concludono – senza decisioni forti che salvaguardino i posti di lavoro, senza atti che diano un futuro alle nostre famiglie non ci può essere nessuna altra rinascita”. gp.

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