Non c’è solo la Rocca Pia ad infiammare il dibattito che sta animando le prime battute di questa nuova campagna elettorale. Ad alzare il polverone stavolta è il fronte dei progressisti, legato alla candidatura a sindaco di Giovanni Mantovani, che in questo caso ha come portabandiera Jacopo Tognazzi, ex assessore ai Servizi Sociali della Giunta Baisi, oggi in corsa per un posto in consiglio comunale. Il tema è quello delle case popolari, in particolare il bando con cui qualche mese fa i civici hanno nei fatti sbloccato la graduatoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare pubblica ferma dall’anno 1998.
Cappelli: “Bando integrato per evitare “transumanza”. Tognazzi: “è un pessimo assessore alle politiche sociali”
Un’operazione controversa, per utilizzare un eufemismo, soprattutto per quanto riguarda la legittimità dell’integrazione del requisito della residenza con quello della durata minima della stessa che, secondo l’attuale titolare dei Servizi Sociali, Maria Luisa Cappelli, anche lei in corsa per l’aula, nasce per “evitare un’insolita transumanza di residenti dai Comuni limitrofi verso Tivoli, così da tutelare maggiormente chi risiede sul territorio in maniera continuativa”. Un termine, “transumanza” che Tognazzi bolla: “Fino a ieri pensavamo che la Signora Cappelli fosse una brava assistente sociale. Il fatto che consideri il diritto alla libera circolazione delle persone (art. 17 della Cost.) una “transumanza” ci convince che sia un pessimo assessore alle politiche sociali. Non ci lasciamo impressionare dalle citazioni in latino (lex specialis) evidentemente più consoni a chi che le ha scritto questo intervento, che alla sua portata. Per quanto “specialis” possa essere un bando, questo non può derogare ai principi dell’ordinamento, e tra questi: l’eguaglianza dei cittadini (art. 3 Cost) e l’uguaglianza di trattamento nei procedimenti amministrativi. Il bando li viola entrambi”. Insomma una questione non solo di natura strettamente tecnica ma anche sociale che vede i civici convinti della bontà dell’iniziativa, necessaria per motivi legali in quanto la graduatoria attuale sarebbe inutilizzabile sia “perché non è rispondente alla normativa vigente in materia” sia perché “non essendo stata aggiornata non può essere utilizzata”, e il fronte opposto nettamente divergente: “L’illegittimità del bando non l’affermiamo noi ma le sentenze dei tribunali lombardi che hanno sanzionato negativamente analoghi bandi fatti apposta per discriminare tra cittadini, come a Lodi e a Sesto San Giovanni – continua Tognazzi -, ma pure le sentenze della Corte costituzionale n. 106/18, 107/18 e 166/18 – tutte in materia di accesso dei cittadini alle prestazioni sociali – con le quali la Corte ha ritenuto irragionevoli requisiti di lungo-residenza previsti da leggi nazionali o regionali, pervenendo a tale conclusione sulla base di una pluralità di motivazioni: estraneità del requisito rispetto alla finalità dei vari istituti; violazione del diritto alla libera circolazione; violazione del divieto di discriminazione in ragione della cittadinanza; contrasto rispetto alle clausole di parità di trattamento previste nelle direttive UE”. Il braccio di ferro continua. alc
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